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Il Comitato Collaborazione Medica è una Organizzazione Non Governativa fondata nel 1968 a Torino da un gruppo di medici. Oggi, quarant'anni dopo la sua nascita, il CCM è composto da più di 300 persone che condividono l'impegno per l'affermazione del diritto alla salute. Obiettivo della sua azione è il miglioramento delle condizioni di salute delle popolazioni dei paesi a basso reddito.
 



Pubblichiamo qui un articolo apparso su www.saluteinternazionale.info il 3 febbraio 2010

Le patologie cardiovascolari ed il diritto alla salute degli africani immigrati in Europa

Giulia Civitelli

Gli immigrati africani in Europa muoiono per patologie cardiovascolari più degli europei. Una recente review si concentra su diabete e ipertensione. Questi fattori di rischio sembrano connessi alle difficoltà di accesso ai servizi e allo stress della migrazione.


Nel mondo l’80% delle morti per patologie croniche si verificano attualmente nei paesi a medio e basso reddito, e sono le persone povere quelle che hanno una maggiore probabilità di ammalarsi. Molte delle evidenze scientifiche a riguardo hanno ispirato il rapporto 2005 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Prevenire le patologie croniche: un investimento vitale[1]), ed anche The Lancet ha dedicato due serie a questo argomento, nel 2005 e nel 2007, parlando di epidemia dimenticata delle patologie croniche, denunciando come queste non siano specificatamente indicate negli Obiettivi del Millennio e proponendo un nuovo target: ridurre del 2% ogni anno la morte per patologie croniche per evitare 36 milioni di morti entro il 2015[2,3,4].

Per fare un esempio concreto, in Cina in poche decadi è avvenuto un cambiamento epidemiologico che ha portato ad un mutamento delle principali cause di morte: si è registrato, infatti, un rapido decremento del tasso di incidenza e mortalità delle patologie infettive, con un incremento, invece, di quelle cerebrovascolari, cronico-ostruttive e tumorali. (Vedi post Il sistema sanitario cinese. La transizione epidemiologica)

Read more: Africani immigrati

   

Sciopero degli stranieri. Il CCM aderisce insieme al Cipsi!

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo? Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione non violenta per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.
Questo movimento nasce meticcio ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli. Si collega e si ispira
La journée sans immigrés: 24h sans nou, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010. Qui potete leggere il manifesto programmatico. Il colore di riferimento di Primo marzo 2010 è il giallo. Lo abbiamo scelto perché è considerato il colore del cambiamento e per la sua neutralità politica: il giallo non rimanda infatti ad alcuno schieramento in particolare.
Vi invitiamo, quindi, a usare un braccialettino o un nastrino giallo come segno di riconoscimento.