KENYA

Voci da Boresha Maisha

25 Giugno 2019

di Tamara Littamé, capo progetto CCM 

 

A Boresha Maisha le novità sono all’ordine del giorno!
Tra quelle accadute in questi mesi vogliamo sottolinearne due in particolare: la formazione degli operatori sportivi condotta con la Federazione di Calcio del Kenya e la visita istituzionale della presidente uscente Marilena Bertini.

Sentiamo le loro voci! 

 

La voce di Marilena

“Sono stata nello slum di Mlango Kubwa durante una formazione sulla child protection a circa 50 ragazzi di strada… L’ambiente nella sala era confuso, alcuni di loro sniffavano colla o annusavano un fazzoletto impregnato di benzina, altri si muovevano, si agitavano. La bassa temperatura e la fame aumentava il bisogno di droga. Tuttavia c’erano anche ragazzi con sguardi attenti e vivaci, che si muovevano tra la folla, partecipavano e accoglievano ogni nuovo arrivato con un abbraccio. Hanno salutato con entusiasmo Tamara e Alessandro, i nostri capi progetto, invitandoli a partecipare alle attività. Dopo circa un’ora sono arrivati altri giovani, ex ragazzi di strada, che hanno iniziato a suonare su tamburi improvvisati (latte, bidoni di plastica di varie dimensioni) e a ballare coinvolgendo la sala. David e Rosemary, i nostri operatori, conducevano il gruppo. Guardo con infinita ammirazione il loro lavoro, riescono a fare sentire ogni ragazzo una parte essenziale della comunità e questo è il primo passo per il loro reinserimento in società. Nel pomeriggio, mentre Rosemary si occupava di far giocare i bimbi della scuola primaria, David stava coordinando una partitella di calcio della squadra che allena. In entrambi i luoghi i ragazzi erano concentratissimi e tutto procedeva in modo ordinato ed efficace. Dal sorriso dei nostri operatori traspare molto amore e per fortuna i ragazzi lo sentono.”

La voce di Charles

“Ho condotto otto giornate di formazione dedicate ai nostri giovani beneficiari del progetto per diventare allenatori di calcio. In collaborazione con la Federazione Calcio del Kenya sono stati scelti 25 partecipanti motivati, tra cui ragazzi e ragazze rifugiati e giovani ex bambini di strada, insieme con educatori, insegnanti e assistenti sociali. Durante il corso abbiamo alternato sessioni teoriche e pratiche. I partecipanti non solo si sono applicati nello studio delle regole del calcio e del buon allenatore, ma anche nell’utilizzo dello sport come strumento educativo e di crescita. I ragazzi, infatti, hanno imparato a conoscere i propri giocatori e a comportarsi in modo empatico con ciascuno di essi, a costruire una squadra e a trasmettere i valori dello sport.”

Charles ci ha raccontato a voce i dettagli del corso… Scopri com’è andata guardando il video! 

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