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MAROCCO

Zone d'intervento

 

 
   

 

Dal punto di vista geografico e commerciale, il Marocco è bagnato a ovest dall'Oceano Atlantico e a nord dal Mar Mediterraneo. Dal punto di vista fisico il suo territorio è composto dalle catene montuose del Rif e dell’Atlante, da pianure atlantiche e orientali, e da regioni aride e desertiche a sud del Paese. Il clima, a un tempo mediterraneo e oceanico, comporta due stagioni, una calda e secca (aprile - ottobre), l’altra fredda e umida (novembre - marzo).
I depositi di fosfato (il Marocco è il terzo produttore al mondo e primo per esportazione - nel 1997 sono stati esportati quasi 1 miliardo di US$ di acido fosforico ) sono la risorsa naturale che maggiormente contribuisce alle esportazioni. Importante per l’economia nazionale è anche il settore manifatturiero.
Lo sviluppo del turismo rappresenta l'altra grande risorsa economica del Paese.

Il Marocco è suddiviso in 39 province e 8 prefetture urbane che devono quotidianamente affrontare i problemi di oltre 29 milioni di abitanti, di cui il 52% vive nei centri urbani.
Considerato dal rapporto dello UNDP come paese economicamente mediamente sviluppato, il Marocco occupa la 125° posizione per quanto riguarda l'indice di sviluppo umano.
Un abitante del Marocco nasce attualmente con un'aspettativa di vita di 65,7 anni. Solo il 43,7% della popolazione sa leggere e scrivere, ma va tenuto conto che ben il 69% delle donne è analfabeta.
Il tasso di crescita demografica del Paese, secondo i dati 1997, è sceso dal 2,06% all’1,71% (in meno di 35 anni il tasso di natalità è diminuito di oltre il 50%, ma questo calo riguarda particolarmente le aree urbane). I giovani sotto i 18 anni costituiscono il 39,5% della popolazione totale e, i minori di 5 anni sono l’11%. Il 50,3% della popolazione è rappresentato dalle donne.

Il tasso di urbanizzazione, per contro, continua ad aumentare, coniugandosi a un forte esodo rurale (nel 1997, 220.000 persone hanno abbandonato le campagne, contro le 167.000 tra il 1992/94).
La maggioranza dei disoccupati è infatti concentrata nelle città. La disoccupazione interessa soprattutto i giovani dai 15 ai 24 anni (37,1%) e dai 25 ai 34 anni (29,9%), ma riguarda anche i diplomati (28,8%). Da qui l’importante fenomeno di emigrazione, per buona parte clandestina.

Nel 1995 il PIL pro-capite era di 871 US$. Il 15% della forza lavoro è occupata nella vicina Europa e il denaro che, grazie agli emigrati, rientra in Marocco, favorisce gli investimenti.
La produzione agricola e l'allevamento di bestiame (peraltro determinante nell'economia familiare rurale) impiegano un terzo della forza lavoro. Le coltivazioni più importanti riguardano i cereali (70% del fabbisogno), il latte e derivati (55%), l’olio (35%). Importanti sono anche fagioli, datteri, vigneti .
Il tasso d'inflazione, dopo una fase di marcate oscillazioni, è andato riducendosi fino ad apparire stabile, ponendosi negli ultimi anni al di sotto del 3%. Questo ha consentito un modesto calo dei tassi di interesse interbancari e sui titoli pubblici, che dovrebbero rendere meno oneroso il ricorso al debito per le imprese.

 
 

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