L'attività
del CCM in Kenya si svolge prevalentemente nella zona di Nairobi
e in quella di Sololo, nel nord del paese al confi
ne
con l'Etiopia. La
città di Nairobi , con circa 3 milioni di abitanti, ha
subito un rapido processo di urbanizzazione
che portato alla crescita del numero di slums, quartieri poveri
e degradati con un'altissima densità abitativa.
Ad oggi se ne contano 46 ma questa cifra è destinata
ad aumentare a causa sia dell'alto tasso di natalità
della popolazione che delle migrazioni dalle campagne.
Circa il 55% degli abitanti di Nairobi vive quindi in questi
agglomerati urbani che, in termini di superficie, occupano solo
l'1% dell'area residenziale della città.
Gli
slums sono privi di infrastrutture fognarie, sanitarie, nonché
di acqua corrente ed elettricità, ma la gente ne è
attratta per il basso costo degli affitti, che però spesso
non sono formalizzati e quindi suscettibili di sfratto in qualsiasi
momento ad opera del governo che detiene la maggior parte delle
terre e delle case ivi costruite. La situazione sanitaria è
quindi particolarmente grave: oltre alle malattie tipiche quali
la malaria, disturbi respiratori, parassitosi, infezioni intestinali,
diarrea, si affianca ora l'HIV/AIDS che sta diventando un vero
flagello. Le zone urbane sono quelle che registrano la più
alta percentuale di casi (17,5%) paragonata con quella rurale
che è del 13%.
All'interno della capitale l'intervento del CCM si sviluppa
in due aree:
- Slum di Kibera -La baraccopoli di Kibera si trova a circa
7 Km dal centro di Nairobi. Popolata ufficialmente da circa
600-700.000 abitanti (in realtà considerando l'incremento
di area occupata negli ultimi anni si ritiene che la popolazione
possa aver raggiunto gli 800.000). Sicuramente e' una delle
più grandi baraccopoli del mondo.
L'incremento della popolazione è diventato particolarmente
consistente negli ultimi 20 anni. In questi anni, infatti, tanti
giovani hanno lasciato le zone rurali nella speranza di trovare
lavoro e quindi benessere, nella grande città di Nairobi.
Solo per pochi però tale speranza si è realizzata,
mentre la maggior parte è stata costretta ad accontentarsi
di lavori occasionali ed a trovare una sistemazione abitativa
nella baraccopoli dove il costo degli affitti è relativamente
basso.
La densità di popolazione è tra le più
alte del mondo: è abbastanza comune che si possano trovare
famiglie di 10 persone che condividono una sola stanza.
Tali condizioni di estrema povertà contribuiscono allo
sfaldamento delle famiglie, e si calcola che il numero crescente
di donne abbandonate dal marito, con 4 o più (fino a
10) figli devono provvedere oltre al “pane quotidiano” anche
all'educazione dei figli il cui costo è altissimo, se
proporzionato al reddito. Sono infatti tantissimi i bambini
che rimangono a casa non potendo frequentare la scuola, oppure
che col tempo diventano bambini di strada (molti sono mandati
dai genitori stessi a chiedere la carità agli incroci
della città).
Il settore sanitario rispecchia le stesse caratteristiche degli
altri settori: le strutture per l'assistenza sanitaria sono
pressoché assenti e il dispensario realizzato da parte
del Comune di Nairobi è insufficiente a rispondere all'altissima
richiesta di assistenza. In compenso sono diverse le strutture
private (legali e non) gestite da infermieri che già
lavorano presso altri dispensari pubblici o piccoli dispensari
realizzati da congregazioni religiose e ONG.
Periferia Nord Est di Nairobi.
Le aree di Githurai, Kahawa, Kimbo, Zimmerman, Mwioko, Kasarani,
Mathare e anche gli slums di Korokocho e Kariobangi fanno parte
di un vasto comprensorio alla periferia di Nairobi. Si tratta
di aree densamente popolate con una serie di problemi di natura
strutturale e di difficile soluzione se non in un lungo periodo
di tempo.
Per quanto riguarda il settore sanitario vanno segnalate le
precarie condizioni di vita della gran parte della popolazione
a causa dell'insufficiente disponibilità di acqua potabile
e le cattive condizioni igieniche; la difficoltà ad accedere
a strutture sanitarie di prevenzione e terapia; la difficoltà
nel reperire medicinali; il numero crescente di malattie endemiche
e di casi di persone affette da HIV/AIDS.
Sololo si trova nella Obbu Division, una delle
quattro Divisions del Moyale District. Il Distretto si trova
nella Eastern Province nel nord del Kenya. La Divisione di Obbu
e quella contigua di Uran sono abitate prevalentemente dai Borana.
La popolazione residente è di circa 17.000 persone.
L'economia del distretto di Moyale si basa prevalentemente sull'allevamento
di animali. La pastorizia è praticata sfruttando periodicamente
i pascoli a seconda delle stagioni secche o delle piogge. Gran
parte del bestiame di cui si fa commercio viene venduto nella
città di Moyale. Non esiste un vero e proprio sistema
organizzato di commercio e gran parte del mercato è gestito
da agenti che fissano i prezzi a loro piacimento. Nelle zone
più alte, verso le pendici dell'altopiano etiope, si
è sviluppata un'agricoltura su superfici limitate, circostanti
i centri urbani ormai stabili, da dove soltanto gli uomini si
allontanano per seguire le mandrie. La produzione riguarda mais,
fagioli, frutta e ortaggi. Con la crescita demografica e la
formazione di centri permanenti è aumentato lo sfruttamento
delle risorse ambientali dei territori pedemontani. Nella maggioranza
dei villaggi della Obu-Uran Division sussiste una cronica insufficienza
di acqua sia per uso umano che animale.
Situazione
sanitaria. Le più comuni patologie sono rappresentate
da malattie infettive e malattie trasmesse da insetti vettori.
Le principali di esse sono le infezioni respiratorie acute,
la malaria e le gastroenteriti. Sono anche molto comuni le complicazioni
legate alla gravidanza e al parto. Sono relativamente frequenti,
inoltre, tubercolosi, patologie oculari e infezioni delle vie
urinarie. Le strutture sanitarie presenti nelle Obu e Uran Divisions
sono rappresentate dall'ospedale Missionario di Sololo, della
Diocesi di Marsabit, e da 5 dispensari governativi, dei quali
4 hanno iniziato solo in tempi recenti le loro attività.
Il governo non è in grado di assicurare il rifornimento
di farmaci e materiale di consumo in modo regolare e adeguato
ai consumi e lo strumentario medico è insufficiente e
di cattiva qualità. Il personale sanitario, inoltre necessita
di corsi di formazione e di aggiornamento, per essere in grado
di far fronte alle più comuni patologie. Nelle località
dove sono presenti dispensari, sono stati formati Comitati Sanitari
di Villaggio che definiscono le modalità di accesso ai
servizi (fees, cost-sharing) e monitorano la gestione dei servizi.