UN PRIMO BILANCIO SUL PROGETTO KIRAMAMA!

Intervista alla capo progetto Erika Barazzuol, di ritorno dal Burundi

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© Evrard Niyomwungere/ Burundi 2014 - Visita a un neonato in un Centro di Salute della provincia di Cibitoke

Kiramama! è un progetto pilota da poco concluso. Quali sono stati gli aspetti più innovativi?

L'aspetto senz'altro più interessante è che abbiamo cercato di avviare un servizio domiciliare per i neonati. Un servizio che abbiamo affidato agli agents de santé communautaire (agenti di salute comunitaria):persone della comunità con una formazione di base a livello sanitario che si prestano in modo volontario, senza quindi essere retribuiti dallo Stato. In generale i loro compiti riguardano la promozione della salute, ma sono anche in grado di individuare i casi da segnalare ai centri di salute.

Qual era il ruolo degli agents de santé all'interno del progetto Kiramama!?

Si dovevano occupare delle mamme e dei bambini dopo il parto, una volta tornati a casa. In particolare, durante la prima settima, gli agents dovevano visitare tre volte il neonato per individuare eventuali segnali di rischio e, nel caso, spingere la madre a recarsi presso il centro di salute. Il progetto ha coinvolto circa novanta agents de santé distribuiti su tre aree, relative ad altrettanti centri di salute dove erano presenti infermieri cha abbiamo selezionato e formato con il compito di supervisionare l'operato degli agents.

Come funzionavano le supervisioni?

Gli agents de santé segnalavano al centro di salute i bambini rientrati a casa da meno di una settimana. Gli infermieri li accompagnavano durante la vista, ne valutavano l’operato e davano consigli per migliorare il lavoro. Talvolta io stessa e l’infermiere che seguiva molte attività del progetto eseguivamo una “supervisione della supervisione” per assicurarci che gli infermieri collaborassero con gli agents nei tempi e nei modi stabiliti.

Essendo un progetto pilota quali sono le tue valutazioni: com’è andato, cosa resta da fare, quali sono state le difficoltà e le criticità?

La problematica maggiore è stata la raccolta dati necessari per stabilire lo stato di salute di un neonato. È capitato che un indicatore fondamentale, come il peso del bambino alla nascita, non fosse rilevato ma stabilito dagli infermieri in modo approssimativo. Dapprima abbiamo notato che un centro di salute, a fronte di un numero elevato di parti, segnalava pochi bambini sottopeso e prematuri. Abbiamo quindi verificato il corretto funzionamento della bilancia, mentre il centro continuava sostenere che era una tipico di quell’area non avere bimbi sottopeso. Sono stati gli agents a dirci che le madri non conoscevano il peso dei loro bambini e abbiamo quindi capito che erano gli infermieri a non pesare i neonati.

Avete scoperto perché non pesavano i neonati?

Non c’era un motivo. Semplicemente non lo facevano, pur sapendo che era un loro compito. Era più semplice segnalare che fosse tutto a posto. In questo caso è stata importante la nostra presenza che ha permesso di intervenire per ottenere un risultato migliore.

Quanto è importante il rapporto diretto tra gli agents e gli infermieri?

Molto tantochè uno dei problemi emersi durante il progetto è stata la scarsa interazione tra gli agents e gli infermieri. Un sistema funziona se entrambe le parti sono interessate. A livello dei centri di salute, gli infermieri sono sovraccarichi di lavoro e perdono di vista l’importanza del compito svolto dagli agents. Ma, se gli agents sono in grado di valutare e identificare i casi che necessitano il trasferimento ai centri di salute, anche gli infermieri avrebbero meno lavoro. Perché il sistema funzioni è necessario rafforzare questo legame.

Quali sono stati gli aspetti positivi del progetto?

Vedere gli agents de santé consapevoli dell'importanza del loro lavoro. Pur rappresentando il primo livello del sistema sanitario, lo Stato non investe in maniera adeguata nella loro figura, mentre il progetto Kiramama!, gli ha investiti di un ruolo definito all'interno della comunità. Come ulteriore conferma, durante la formazione, abbiamo distribuito agli agents dei termometri, uno strumento-simbolo che li ha fatti sentire vicino alla figura medica.
Da aggiungere che, nel corso del progetto, sono stati evidenti i miglioramenti nel loro modo di svolgere le visite.

Il ruolo degli agents è quindi fondamentale?

Certamente. Ci sono sempre più documenti ufficiali (UNICEF, OMS) e ricerche che sottolineano l'importanza di queste figure. Le ong e i loro operatori hanno l’onere di far capire che strutturare il sistema in maniera più efficiente sarebbe vantaggioso per tutti.

Qual è stato invece il ruolo dei volontari italiani?

Sia il dottor Bordigoni che la dottoressa Gallina sono stati un mese in Burundi. Entrambi hanno svolto un prezioso lavoro di formazione del personale locale e mi hanno aiutato a capire le problematiche del progetto per poi svilupparlo meglio. Solitamente un capo progetto non possiede le competenze tecniche per stabilire cosa vada bene o meno e il supporto di figure mediche dall’Italia è determinante perché un progetto di salute si svolga nel migliore dei modi. Per un medico è infatti più facile individuare quelle piccole accortezze che sono fondamentali per la salute di mamme e neonati.

Il progetto finisce e ….

Essendo un progetto pilota finisce ma, al tempo stesso, potrebbe richiedere altri interventi a partire dai risultati e dalle criticità riscontrate. Nel nostro caso tutti gli attori coinvolti, dal medico provinciale al direttore dell’ ospedale di Cibitoke, vorrebbero che il CCM proseguisse le attività.

 Attualmente il progetto sta continuando senza CCM?

Abbiamo chiesto agli agents di continuare il servizio. Molto probabilmente la maggior parte di loro continuerà per i primi mesi, poi, presi dalle urgenze quotidiane e senza una supervisione, sarà difficile che proseguiranno. Tuttavia è un dato positivo il fatto che, durante le nostre formazioni e a fine progetto, ci abbiano chiesto istruzioni e informazioni su come continuare.

È possibile che la comunità burundese riesca nel tempo a gestire in modo autonomo il servizio di visite a domicilio?

Questo servizio è stato sviluppato seguendo le normative del Ministero della Salute, ma sarebbe importante che fosse esplicitamente richiesto e riconosciuto come servizio svolto dagli agents de santè.