"Se non piove in fretta siamo nei guai"

Con queste semplici parole Alessandro Guarino, capo progetto del CCM nel distretto di Filtu, nella regione somala dell'Etiopia, ci comunica l'emergenza siccità che incombe sul distretto.

L'acqua, a Filtu, è da sempre una risorsa scarsa e, di conseguenza, la causa di tensioni tra clan per l'accesso ai pozzi ed alle cisterne per la raccolta dell'acqua piovana . Un anno e mezzo fa nella zona erano scoppiati scontri anche per l'accesso alle scarse risorse, tra cui l'acqua, a seguito dei quali circa 30.000 persone sono state costrette a scappare. Ancora oggi vivono in condizioni precarie per la difficoltà ad accedere ai servizi basilari, tra cui quelli sanitari.


Con la nuova ondata di siccità che ha colpito l'area, sta crescendo la tensione tra gli sfollati e le comunità originarie della zona che si "contendono" la poca acqua pulita disponibile. Purtroppo nei villaggi di origine degli sfollati permane l'instabilità e il pericolo, che rendono impossibile il loro ritorno lì e obbligatoria questa convivenza forzata.

Questa situazione di tensione e di bisogno puo' esser stemperata solo con la fornitura di acqua pulita, di servizi igienici e di assistenza sanitaria di base. Quest'ultima è particolarmente importante perché proprio la mancanza di acqua pulita è portatrice di gravi rischi per la salute. L'incidenza di malattie causate dal consumo di acqua non pulita, come diarree, colera ed epatite è in aumento, soprattutto tra le fasce più vulnerabili della popolazione come i bambini con meno di cinque anni.