BURUNDI

Inaugurato il reparto di Neonatologia di Cibitoke

26 aprile 2017

di Aldo Bordigoni



Senz’altro questo viaggio era carico di una tensione emotiva particolare. Quella che ti dà la vista di un agognato traguardo. Si tratta della parte finale di un progetto ambizioso che ha mirato a ridurre la mortalità neonatale in una delle province più popolate del Burundi, la provincia di Cibitoke.

Il CCM, consapevole del progresso che si era verificato nell’ultimo decennio per quel che riguarda la mortalità dei bambini di età inferiore ai cinque anni, continuava a guardare con preoccupazione agli indici relativi al periodo neonatale che non mostravano alcuna riduzione. Bisognava farsi carico di questo aspetto. Così, dopo una prima fase pilota di un anno, ci siamo impegnati in una più vasta iniziativa che ha coinvolto tutto il settore di Cibitoke.

Tema fondamentale in questi anni di lavoro è stata la parola formazione. Grazie all’aiuto di esperti locali e di volontari dall’Italia il CCM è stato in grado di dare continuità a questa azione fino ad oggi. Le attività si sono svolte sia al livello delle comunità che dei Centri di Salute dove nasce la maggior parte dei neonati. A livello ospedaliero, invece, è stato creato un centro per accogliere e curare prematuri o neonati con differenti patologie.

A Cibitoke, in precedenza, i neonati ammalati erano ricoverati in pediatria dove i pazienti erano costretti a dividere in tre un letto, tanto inadeguate erano diventate le strutture di questo ospedale. I prematuri di peso molto basso venivano inviati nella capitale, Bujumbura, dove non trovavano posto o morivano a casa per scelta delle stesse mamme.

Oggi questo reparto può contare su un numero di sei infermiere dedicate solo ai neonati, e a questo scopo formate. Le mamme e i loro bambini dispongono di vari reparti, dalla terapia intensiva, alle cure per gli infettivi, fino alle cure per i prematuri sani. Ogni mamma e bambino può disporre del suo letto.

Il giorno dell’inaugurazione il Governatore della provincia, in rappresentanza delle autorità politiche, e il Direttore generale alla pianificazione, in rappresentanza del Ministero della Salute, si sono prodigati in lodi più che generose nei confronti dell’operato del CCM.

La missione a Cibitoke si è svolta con la partecipazione indispensabile di Giovanna Guala, neonatologa di Torino, che ha dato il suo prezioso contributo alla revisione e al completamento di protocolli non solo terapeutici. Fondamentale è stata l’attenzione che ha voluto riporre sulle norme igienicheindispensabili al buon funzionamento di un reparto dove vengono ricoverati neonati con scarse difese immunitarie in particolare se prematuri.

Compito non facile dove gli aspetti culturali non giocano a favore dell’igiene. Un esempio? I parenti non capiscono che le visite ai malati devono essere limitate e addirittura impedite in alcuni reparti. Le mamme ricoverate con il loro bambino non possono andare a sedersi nel letto di un’altra mamma della stessa corsia per chiacchierare o portarsi da casa un altro bambino.

La scarsità di risorse idriche di cui soffre l’intera provincia o la mancanza di energia elettrica che viene sospesa senza preavviso anche per giornate intere sono sfide che il CCM deve affrontare per continuare questo meritevole impegno a favore di un paese a basse risorse e tormentato da vicende politiche che non facilitano il suo compito.