L'Ospedale Madre Teresa di Calcutta e il contributo della CEI

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30mila pazienti. È questo dato significativo a parlarci con chiarezza del contributo che la CEI ha donato  all’Ospedale Madre Teresa di Calcutta - S.Ubaldo di Turalei, località dello Stato di Twic, nel nord del Sud Sudan, in prossimità della zona contesa di Abyei.

L’ospedale di Turalei, fino al primo trimestre 2016, viveva grazie alle risorse del principale programma di finanziamento del sistema sanitario del paese, Health Pooled Fund (HPF). Da gennaio in poi, tuttavia, tali finanziamenti era venuti meno in maniera improvvisa, ponendo in pericolo la sostenibilità dell’ospedale e mettendo a rischio di privare la popolazione sud-sudanese di un punto di riferimento sanitario importante.

L’opera congiunta della CEI e del Comitato Collaborazione Medica CCM ha permesso all’ospedale di continuare la sua attività. Mediante le risorse messe a disposizione e al know-how degli operatori sanitari, l’opportunità per il Madre Teresa non è stata però solo quella di poter continuare ad operare.

Nello stesso periodo, infatti, il CCM e la Diocesi di El Obeid (proprietaria dell’ospedale) hanno condotto un’azione di negoziazione con il Ministero della Salute del Sud Sudan. L’obiettivo è stato quello di far riconoscere il Madre Teresa come ospedale di contea, in modo tale da poter ottenere nuovamente i finanziamenti provenienti dall’HPF.
Pertanto, il sostegno della CEI ha avuto una valenza doppia: da un lato, a livello numerico, migliaia di pazienti curati nel periodo di riferimento; dall’altro, a livello amministrativo, il sostegno al Madre Teresa in un momento in cui la sua stessa sopravvivenza era posta a serio rischio.

Da marzo a settembre 2016, entro quei 29.299 pazienti, 7.049 sono stati i bambini di età inferiore ai 5 anni presi in cura; 2.232 le madri assistite in fase prenatale, durante il parto e nel periodo postnatale; 589 le donne raggiunte da servizi di consulenza e test HIV/AIDS; 328 i parti registrati nello stesso periodo (il 12,5% dei quali avvenuti tramite taglio cesareo).

Mamme e bambini, che rappresentano una fetta importante di quella fascia di persone che vengono curate nella struttura di Turalei. Il Madre Teresa è l’unico centro di riferimento dell’area per la gestione delle Emergenze Ostetriche e Neonatali, in grado di assicurare interventi chirurgici, tagli cesarei e trasfusioni di sangue. L’ospedale è un polo sicuro per tutte le strutture sanitarie più piccole che si trovano alle prese con complicazioni dei parti.

I servizi a sostegno della natalità, da sempre al centro dell’operato del CCM, non sono certo gli unici target del Madre Teresa. 639 sono stati gli interventi chirurgici realizzati, 473 le operazioni di emergenza e 166 gli interventi di chirurgia elettiva. Rispetto al totale, 181 sono state le operazioni complesse.

Malaria, infezioni del tratto respiratorio superiore e del tratto urinario, diarrea e malattie cutanee costituiscono le cinque patologie ambulatoriali più frequenti. Malaria (10.555 casi) e infezioni dei tratti respiratori (6.860 casi) sono quelle che incidono di più. Il Madre Teresa ha operato in questo periodo 6.554 strisci di sangue per il parassita della malaria, somministrato 3.799 sieri e operato 1.893 analisi delle urine. Misure coadiuvate dalle 3.099 vaccinazioni eseguite fra i bambini sotto i 5 anni (tubercolosi, polio, tetano, pertosse, epatite B e influenza B, morbillo).

A coronamento di tutto ciò, il CCM ha potuto continuare la sua opera di formazione teorico-pratica del personale sanitario locale, implementare le campagne di prevenzione ed educazione sanitaria, rafforzare il momento informativo sui servizi erogati. Una prospettiva a lungo termine che terrà conto del contributo CEI in un momento tanto cruciale per il Madre Teresa.

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