Cooperazione internazionale allo sviluppo. Opportunità da cogliere e criticità da superare

L’impresa, gli investimenti, gli strumenti innovativi. Interventi da assumere con urgenza

12 ottobre 2017 

“La Conferenza Europa–Africa di fine novembre e il lancio del Piano europeo di investimenti esterni per il continente africano e il Mediterraneo sono la dimostrazione che il dialogo politico, la cooperazione, lo sviluppo di partenariati duraturi nel reciproco rispetto e nella mutua convenienza sono divenuti una componente fondamentale della politica e delle relazioni internazionali dei due continenti”.

Ne è convinto Paolo Dieci, presidente di “LINK 2007”, la rete di Ong che ha diffuso una nota che puntualizza da un lato le opportunità che l’Italia deve saper cogliere per rafforzare i propri rapporti di cooperazione e dall’altro alcune criticità che richiedono interventi correttivi con grande urgenza.

Le imprese e i soggetti profit. La nota di LINK 2007 ricorda che a fianco dei soggetti non profit, degli enti territoriali, delle università, la legge 125/2014 sulla cooperazione allo sviluppo riconosce i soggetti con finalità di lucro e favorisce l’apporto delle imprese ai processi di sviluppo dei paesi partner.

Tiene però a precisare che “è lo spirito e il protagonismo imprenditoriale che la nuova cooperazione italiana intende valorizzare per costruire sviluppo: un profit vero, capace di trarre profitto dall'investimento e quindi di investire mettendoci del proprio, rischiando per poterci riuscire nel rispondere ad un bisogno reale del paese partner”.

Anche il nuovo Piano europeo per gli investimenti esterni che mette a disposizione risorse finanziarie, garanzie sovrane e assistenza tecnica, sostenendo investimenti fino a più di 40 miliardi di euro, si rivolge a questa tipologia di intervento privato. Le imprese devono ritornare a fare impresa, ad investire. LINK 2007 evidenzia come esse potranno trovare nel non profit, in un dialogo trasparente e paritario, alleanze per garantire sostenibilità a lungo termine e radicamento sociale.

Il documento della rete evidenzia però alcune criticità e carenze normative che rendono la cooperazione allo sviluppo sospesa tra la straordinaria novità voluta dalla legge e l’impossibilità di attuarla”.

Scarica il documento completo