Poche belle parole, nessuna azione concreta

G7 di Taormina, 27 maggio 2017

Un summit del G7 che si conclude senza assumere impegni concreti. 

Lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030 non possono essere un ‘per esempio’ tra molti altri, così come riduttivamente menzionati all’inizio del comunicato finale del G7 -commentano i portavoce di GCAP Italia Stefania Burbo e Massimo Pallottino - L’aver evitato che questo tema scivolasse fuori dalla sintesi del vertice non è abbastanza, ed è grave che siano solo menzionati nei paragrafi relativi all’Africa. Si tratta di un completo rovesciamento della logica degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, approvati meno di due anni fa da 200 paesi e, a quanto pare, già a rischio di essere dimenticati nel loro senso più profondo”.

Il commento finale dei co-portavoce di GCAP Italia: “Un Summit dai risultati insoddisfacenti. È la società civile internazionale che deve continuare a mantenere alta l’attenzione su questi summit internazionali, perché favoriscano processi che poi trovino un punto di sintesi democratica negli ambiti multilaterali di competenza. La speranza è ora nel prossimo vertice del G20, di luglio prossimo, ad Amburgo

In particolare, per quanto riguarda il diritto alla salute

  • GCAP Italia constata inoltre con preoccupazione che la salute globale non è stata riconosciuta come diritto umano fondamentale. L’accesso alla copertura sanitaria universale, tema che il nuovo direttore dell’OMS Tedros considera al centro del suo incarico, è del tutto scomparsa.
  • Su sicurezza alimentare e lotta alla fame non sono stati stanziati i fondi addizionali nonostante il riconoscimento da parte dei 7 leader della necessità di un’azione urgente in Africa Sub-Sahariana: “Riteniamo quindi che non sia stato fatto alcun passo avanti, piuttosto uno indietro, nel rendere operativo l’ambizioso obiettivo fissato ad Elmau nel 2015“. Anche di fronte all’emergenza carestie il G7 ha fallito: nessuna risorsa aggiuntiva è stata allocata per rispondere all’appello umanitario delle Nazioni Unite. Si incoraggiano piuttosto alcune tra le ricette più di moda nel panorama internazionale, come ‘soluzioni di blending e di partnership pubblico-privata‘. “Ma con quali caratteristiche? – chiedono i portavoce della GCAP – Veramente possiamo dare per scontata una convergenza tra attori del settore pubblico, della società civile e del settore privato for profit?”
  • Si apprezza che il communiqué finale del Summit di Taormina mostri un’attenzione verso le questioni di genere, ma le dichiarazioni di principio non bastano. La G7 Roadmap for a Gender-Responsive Economic Environment si rivolge solo ai Paesi del G7, dimenticandosi delle donne del Sud, delle donne migranti e delle donne rifugiate. “Servono azioni precise e concrete per promuovere l’empowerment di tutte le donne: auspichiamo che la ministeriale delle donne ne tenga conto“.

Leggi qui il comunicato completo.