Aids, salute globale e cooperazione internazionale

Dall'11 al 16 febbario una delegazione di parlamentari e giornalisti è andata in Etiopia per visitare i progetti della cooperazione italiana nell'ambito sanitario e lotta all'Aids.
La visita studio è stata organizzata da Aidos e da Osservatorio Aids nell'ambito del progetto Increasing Italy’s commitment to the Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria di cui il Comitato Collaborazione Medica è partner.

L'Etiopia è uno dei paesi più poveri del mondo - dichiara Stefania Burbo dell'Osservatorio Aidsma ha compiuto sforzi notevoli negli ultimi anni per rafforzare il proprio sistema sanitario. Sono aumentati i centri sanitari e i dispensari, si è investito sulla formazione degli operatori sanitari di comunità e si è avviata una rivoluzione culturale per portare la popolazione, soprattutto nei villaggi, a utilizzare le strutture sanitarie. Permangono, tuttavia, importanti criticità: il tasso di trasmissione dell'Hiv dalla mamma al bambino, per esempio, si attesta ancora intorno al 25%.

Il fotoreporter Francesco Cocco e le parlamentari Lia Quartapelle e Chiara Braga hanno conosciuto da vicino il lavoro svolto dalla cooperazione italiana, anche attraverso le Ong italiane, e il ruolo del Fondo Globale per la lotta contro l'Aids, la Tubercolosi e la Malaria. Il governo etiope ha infatti introdotto, con il sostegno del Fondo e di altri partner, l'Health Service Extension Program, grazie al quale decine di migliaia di donne sono state formate per lavorare come operatrici sanitarie di base all'interno delle proprie comunità.

Un progetto importante in uno dei paesi prioritari della cooperazione internazionale italiana dove però

persistono forti problematiche legate al diritto alla salute e ai diritti delle donne e delle ragazze – ricorda Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos – in Etiopia il 74.3% delle donne fra i 15 e i 49 anni ha subito la pratica delle mutilazioni genitali femminili e l'Hiv/Aids riguarda maggiormente le donne. Lo stigma della malattia le colpisce rendendole ancora più vulnerabili. Auspichiamo che nella revisione annuale delle linee di programmazione della cooperazione interazionale italiana venga data priorità a promuovere l’empowerment e i diritti delle donne e delle ragazze come strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile

Lia Quartapelle, deputata Pd e coordinatrice del gruppo interparlamentare sulla cooperazione, aggiunge 

abbiamo avuto una preziosa opportunità di toccare con mano la sfida complessa di questo paese. Resta ancora molto da fare, ma abbiamo riscontrato uno straordinario impegno politico per lo sviluppo sociale, in particolare nell'ambito della cooperazione sanitaria. E l'Etiopia può contare sulla partnership con l’Italia, che negli ultimi tre anni ha contribuito con circa 100 milioni di euro al raggiungimento di importanti obiettivi di modernizzazione e di crescita. A partire dal prossimo documento di programmazione triennale, vogliamo rafforzare il nostro sostegno: il 2016 è un anno cruciale, perché entrano a pieno regime la riforma della cooperazione e la nuova agenzia, e vogliamo arrivare al G7 ospitato dall’Italia onorando l'impegno di aumentare sensibilmente gli investimenti per lo sviluppo.

Chiara Braga, deputata Pd, accanto al tema della salute globale sottolinea anche 

la gravità del problema della siccità e del cambiamento climatico che da tempo affligge anche il corno d'Africa e di cui pare esserci poca coscienza in occidente, Italia compresa. Ambiente, sostenibilità e climate change sono questioni a cui anche l'Etiopia, pur in fase di forte sviluppo economico, deve far fronte, anche per le conseguenze sulla salute e la qualità della vita della popolazione. Da questa esperienza nasce l'impegno mio e dell'On. Quartapelle a sostenere dall'Italia le tante e fattive azioni di cooperazione che abbiamo conosciuto a partire da un uso più equo ed efficiente dell'acqua.