Info dalle reti

News, approfondimenti, inviti... dalle Associazioni e dalle Reti a cui aderiamo e che riteniamo importante far conoscere.

 

17/10/2017

Cooperazione internazionale allo sviluppo. Opportunità da cogliere e criticità da superare

L’impresa, gli investimenti, gli strumenti innovativi. Interventi da assumere con urgenza

12 ottobre 2017 

“La Conferenza Europa–Africa di fine novembre e il lancio del Piano europeo di investimenti esterni per il continente africano e il Mediterraneo sono la dimostrazione che il dialogo politico, la cooperazione, lo sviluppo di partenariati duraturi nel reciproco rispetto e nella mutua convenienza sono divenuti una componente fondamentale della politica e delle relazioni internazionali dei due continenti”.

Ne è convinto Paolo Dieci, presidente di “LINK 2007”, la rete di Ong che ha diffuso una nota che puntualizza da un lato le opportunità che l’Italia deve saper cogliere per rafforzare i propri rapporti di cooperazione e dall’altro alcune criticità che richiedono interventi correttivi con grande urgenza.

Le imprese e i soggetti profit. La nota di LINK 2007 ricorda che a fianco dei soggetti non profit, degli enti territoriali, delle università, la legge 125/2014 sulla cooperazione allo sviluppo riconosce i soggetti con finalità di lucro e favorisce l’apporto delle imprese ai processi di sviluppo dei paesi partner.

Tiene però a precisare che “è lo spirito e il protagonismo imprenditoriale che la nuova cooperazione italiana intende valorizzare per costruire sviluppo: un profit vero, capace di trarre profitto dall'investimento e quindi di investire mettendoci del proprio, rischiando per poterci riuscire nel rispondere ad un bisogno reale del paese partner”.

Anche il nuovo Piano europeo per gli investimenti esterni che mette a disposizione risorse finanziarie, garanzie sovrane e assistenza tecnica, sostenendo investimenti fino a più di 40 miliardi di euro, si rivolge a questa tipologia di intervento privato. Le imprese devono ritornare a fare impresa, ad investire. LINK 2007 evidenzia come esse potranno trovare nel non profit, in un dialogo trasparente e paritario, alleanze per garantire sostenibilità a lungo termine e radicamento sociale.

Il documento della rete evidenzia però alcune criticità e carenze normative che rendono la cooperazione allo sviluppo sospesa tra la straordinaria novità voluta dalla legge e l’impossibilità di attuarla”.

Scarica il documento completo


13/09/2017

Summit sulle migrazioni: i punti critici del cammino dell'Italia e dell'Europa

Position Paper della rete di Ong “LINK 2007”

Le Ong della rete LINK 2007 hanno diffuso un articolato documento nel quale, partendo dal Vertice di Parigi del 28 agosto, sono analizzati i recenti orientamenti politici sull’immigrazione e le reazioni da essi sollevati, sui quali viene espresso il posizionamento delle rete.

Il tentativo è quello di evidenziare un duplice sguardo: da un lato le responsabilità politiche delle istituzioni italiane ed europee e dall'altro i diritti umani, i principi di umanità e solidarietà. “Non dovrebbero contrapporsi, dato che il vertice di Parigi e le dichiarazioni politiche che ne sono seguite affermano di ispirarsi ad essi, ma c’è una cinica e rischiosa scelta dei ‘due tempi’ che crea non pochi problemi”, afferma Paolo Dieci, presidente di LINK 2007.

Nella prima parte del documento, LINK 2007 cerca di rispondere alla domanda “qual è la novità e quale il significato del vertice di Parigi?” dato che in molte parti sembra riproporre le stesse decisioni del più ampio vertice euro-africano di La Valletta nel 2015.

“Le scelte italiane (nel tentativo di comprenderne le ragioni)” è il titolo della seconda parte che viene sviluppata anch’essa con i due sguardi.

Nella terza parte LINK 2007 si sofferma sulla “necessità di definire un’ambiziosa politica africana” esaminandone la complessità: un ‘piano Marshall’ per l’Africa? a quali condizioni?


29/05/2017

Poche belle parole, nessuna azione concreta

G7 di Taormina, 27 maggio 2017

Un summit del G7 che si conclude senza assumere impegni concreti. 

Lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030 non possono essere un ‘per esempio’ tra molti altri, così come riduttivamente menzionati all’inizio del comunicato finale del G7 -commentano i portavoce di GCAP Italia Stefania Burbo e Massimo Pallottino - L’aver evitato che questo tema scivolasse fuori dalla sintesi del vertice non è abbastanza, ed è grave che siano solo menzionati nei paragrafi relativi all’Africa. Si tratta di un completo rovesciamento della logica degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile, approvati meno di due anni fa da 200 paesi e, a quanto pare, già a rischio di essere dimenticati nel loro senso più profondo”.

Il commento finale dei co-portavoce di GCAP Italia: “Un Summit dai risultati insoddisfacenti. È la società civile internazionale che deve continuare a mantenere alta l’attenzione su questi summit internazionali, perché favoriscano processi che poi trovino un punto di sintesi democratica negli ambiti multilaterali di competenza. La speranza è ora nel prossimo vertice del G20, di luglio prossimo, ad Amburgo

In particolare, per quanto riguarda il diritto alla salute

  • GCAP Italia constata inoltre con preoccupazione che la salute globale non è stata riconosciuta come diritto umano fondamentale. L’accesso alla copertura sanitaria universale, tema che il nuovo direttore dell’OMS Tedros considera al centro del suo incarico, è del tutto scomparsa.
  • Su sicurezza alimentare e lotta alla fame non sono stati stanziati i fondi addizionali nonostante il riconoscimento da parte dei 7 leader della necessità di un’azione urgente in Africa Sub-Sahariana: “Riteniamo quindi che non sia stato fatto alcun passo avanti, piuttosto uno indietro, nel rendere operativo l’ambizioso obiettivo fissato ad Elmau nel 2015“. Anche di fronte all’emergenza carestie il G7 ha fallito: nessuna risorsa aggiuntiva è stata allocata per rispondere all’appello umanitario delle Nazioni Unite. Si incoraggiano piuttosto alcune tra le ricette più di moda nel panorama internazionale, come ‘soluzioni di blending e di partnership pubblico-privata‘. “Ma con quali caratteristiche? – chiedono i portavoce della GCAP – Veramente possiamo dare per scontata una convergenza tra attori del settore pubblico, della società civile e del settore privato for profit?”
  • Si apprezza che il communiqué finale del Summit di Taormina mostri un’attenzione verso le questioni di genere, ma le dichiarazioni di principio non bastano. La G7 Roadmap for a Gender-Responsive Economic Environment si rivolge solo ai Paesi del G7, dimenticandosi delle donne del Sud, delle donne migranti e delle donne rifugiate. “Servono azioni precise e concrete per promuovere l’empowerment di tutte le donne: auspichiamo che la ministeriale delle donne ne tenga conto“.

Leggi qui il comunicato completo.


19/04/2017

Decreto Minniti: serve una strategia lungimirante e inclusiva, basata sul rispetto dei diritti umani

In riferimento al “decreto Minniti”, varato dal governo e approvato dal Parlamento nei giorni scorsi, il Comitato Collaborazione Medica - CCM condivide la posizione di Link 2007 , rete di ONG di cui fa parte, ed esprime preoccupazione e forti dubbi sull’adeguatezza a garantire l’esercizio dei fondamentali diritti umani sanciti internazionalmente e dal nostro ordinamento e sull’efficacia delle norme introdotte, unendosi alle numerose voci del mondo giuridico e della società civile.

Quanto previsto del decreto limita l’intervento sul complesso fenomeno migratorio ad azioni di deterrenza e repressione, senza prevedere strategie lungimiranti che promuovano una gestione regolarizzata ed efficace sia dei flussi di ingresso che della permanenza delle persone straniere.

In particolare, la riduzione delle garanzie processuali  per i richiedenti asilo - la limitazione delle possibilità di appello e altre misure aggiuntive che rendono ancora meno effettivo l’esercizio del ricorso – rappresenta l’introduzione di una discriminazione basata sulla nazionalità in ambito giuridico, rischiando inoltre di rimettere molte persone in contesti di persecuzione, trattamenti disumani e violenze in caso di rientro indiscriminato nel paese di provenienza.

Il fenomeno migratorio necessita di azioni articolate, complesse e coraggiose guidate dalla consapevolezza che la via da seguire è sempre quella della giustizia sociale, della tutela dei diritti umani e della dignità della persona, dell’inclusione, come base per qualsiasi normativa.  E’ quindi urgente l’istituzione di corridori umanitari  che permettano alle persone di fuggire da situazioni di guerra e fame senza rischiare la vita, così come l’apertura di canali di immigrazione regolare, oggi praticamente impossibile. Sono fondamentali strategie di  accoglienza che garantiscano un trattamento adeguato e inclusivo.

Link 2007 chiede alle Istituzioni che siano ascoltate le numerose preoccupazioni e accolte le proposte che sono pervenute, da più parti e in modo ampio, dalla società civile.

Le associazioni di Link 2007 sono impegnate con azioni di sviluppo in molti dei Paesi di provenienza dei migranti e con attività sul territorio italiano per garantire supporto e reale inclusione sociale. www.link2007.org


15/02/2017

L'Accordo Italia Libia non convince

Link 2007: "I diritti delle persone vanno rispettati"

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LINK 2007 condivide le preoccupazioni espresse in questi giorni da più voci dell’associazionismo, del settore non profit e di esperti del settore sull’accordo italo-libico del 2 febbraio 2017. L’orientamento del governo italiano, nell’urgenza e necessità di garantire coordinamento e collaborazione transazionale nella gestione dei flussi migratori, non tiene infatti in adeguata considerazione le istanze che derivano dall’impegno della Repubblica e di tutte le nostre istituzioni ad assicurare la promozione, il rispetto e la tutela dei diritti inviolabili della persona umana, secondo i principi fondamentali della nostra Costituzione.

LINK 2007 esprime le proprie perplessità rispetto a:

– l’ispirazione del Memorandum, da cui emerge un’accentuata lettura del fenomeno migratorio, e di conseguenza delle soluzioni identificate per gestirlo, in termini di sicurezza e di protezione dei confini: una lente interpretativa che riteniamo fuorviante e pericolosa, anche in relazione alle possibili ripercussioni sull’opinione pubblica.

il mancato riferimento a sistemi terzi e imparziali di vigilanza e monitoraggio delle azioni che vengano poste in essere dal Governo libico per il controllo dei confini e la gestione dei flussi migratori, al fine di potere assicurare il rispetto del diritto e delle convenzioni internazionali sui diritti umani;

– il mancato riferimento alla necessità di misure che, oltre a contrastare il traffico di esseri umani, assicurino la tutela, la protezione e la pronta assistenza alle vittime, con particolare riferimento a minori, in particolare quelli non accompagnati, donne e altri soggetti vulnerabili;

l’inadeguatezza delle misure previste per l’adeguamento e il finanziamento dei centri di accoglienza in territorio libico, in considerazione del fatto che la fornitura di medicinali ed attrezzature mediche è condizione necessaria ma non sufficiente per assicurare adeguata assistenza sanitaria;

l’indeterminatezza della composizione, del sistema di governance interna e della normativa di riferimento del comitato misto italo-libico che ha il compito di individuare le priorità d’azione, identificare strumenti di finanziamento, attuazione e monitoraggio degli impegni assunti.

Alla luce di queste perplessità, LINK 2007 chiede che il Governo italiano si attivi affinché vengano definiti con tempi certi e in modo chiaro i meccanismi di governance e monitoraggio dell’accordo così da avviare tutte le azioni necessarie a:

– il contrasto in Libia ad una gestione dei flussi migratori basata sulla detenzione di rifugiati e migranti in condizioni disumane, degradanti e violente

– la costruzione di un sistema di accoglienza all’altezza dei bisogni, in grado di soluzioni rispettose della persona umana e capace di assicurare condizioni sicure e dignitose, anche per i minori, le donne e le vittime di tratta, nel rispetto dei diritti umani fondamentali

misure concrete a sostegno del Governo della Libia per rafforzare le competenze di registrazione dei nuovi arrivi, il supporto al rimpatrio volontario dei migranti, l’esame delle domande d’asilo e l’individuazione di soluzioni rapide per assicurare l’accoglienza ai rifugiati.

aggiornare periodicamente il Parlamento e la società civile italiana sulle misure avviate sul territorio libico e i relativi risultati conseguiti

Sempre in relazione all’accordo chiediamo l’abbandono e quindi la sostituzione di termini e linguaggi inappropriati e/o fortemente connotati come la parola ‘clandestino’ che falsano la realtà e rischiano di aumentare le tensioni e contrapposizioni su un tema così sensibile.

Chiediamo inoltre che le azioni finalizzate ad aumentare la sicurezza e il controllo dei confini siano affiancate rapidamente da piani coerenti di sviluppo in Libia come previsto dall’accordo. Tale attenzione deve essere portata avanti con coerenza anche in tutti gli altri paesi di origine dei migranti.

Più in generale, pur riconoscendo gli sforzi fatti dal nostro Governo nel coinvolgere la comunità internazionale e l’Unione Europea nella gestione del fenomeno migratorio, consideriamo indispensabile la continuità dell’azione politica e diplomatica affinché:

vengano ampliati canali sicuri di migrazione, fra cui il re-insediamento e l’ammissione per motivi umanitari, per ridurre l’esposizione dei migranti al rischio di viaggi pericolosi e di cader vittima di reti criminali.

l’Unione Europea rafforzi il proprio ruolo e si assuma le proprie responsabilità, in particolare impegnandosi direttamente o tramite accordi bilaterali a che sia sempre garantita la protezione dei rifugiati e dei migranti e l’assistenza nel bisogno, nell’applicazione delle norme sul diritto di asilo e sulla protezione definite a livello UE e internazionale ed escludendo quindi ogni forma di complicità, anche indiretta, nella violazione dei diritti umani, in Libia e altrove.


20/01/2017

Una guida per favorire la collaborazione tra profit e non profit

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Il 17 gennaio 2017 Fondazione Sodalitas ha presentato la Guida per facilitare le partnership tra Imprese e Ong nei Paesi in via di Sviluppo.

La recente Legge 125/2014 che riforma la cooperazione internazionale vede per la prima volta accreditate anche le imprese private tra i protagonisti del sistema di cooperazione.

Si prospetta quindi la creazione di un “Sistema Italia” di cooperazione internazionale, caratterizzato dalle partnership Profit-Nonprofit.

Una nuova rotta per far crescere le risorse a disposizione per agire di più e meglio nei Paesi a basso reddito e riuscire a raggiungere in maniera condivisa gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: contrasto alla povertà, nutrizione e accesso al cibo, istruzione e cure mediche, rigenerazione delle economie locali.

Un nuovo modo per ONG e Imprese, che puntando sempre al raggiungimento dei propri obiettivi, sono invitate e sostenute in un'azione di co-progettazione e collaborazione che funzionerà nella misura in cui creerà valore economico misurabile per l’impresa e un valore sociale misurabile per la Ong.

La “Guida alle partnership di cooperazione internazionale” è un primo strumento utile che illustra standard, percorsi, strumenti e riferimenti metodologici per realizzarla.  

All’evento di presentazione della Guida in Assolombarda sono intervenuti tra gli altri Adriana Spazzoli, Presidente di Fondazione Sodalitas, Pietro Sebastiani, Direttore Generale per la cooperazione allo sviluppo del Ministero Affari Esteri e Cooperazione internazionale, Laura Frigenti, Direttrice Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, Bernardo Bini Smaghi, Responsabile Cooperazione internazionale di Cassa Depositi e Prestiti.

 Alla realizzazione della Guida ha partecipato anche Link2007.

 


19/01/2017

Immigrazione e asilo.

Dal piano del Viminale al programma del Governo

La tematica inerente la gestione dell'immigrazione e dei richiedenti asilo è rilevante e complessa.

Le Ong della rete ‘LINK 2007’, di cui anche il CCM è parte, vogliono contribuire all'individuazione di scelte e decisioni idonee e lungimiranti. 

"Lo facciamo – afferma Paolo Dieci, presidente della rete – forti delle analisi e degli approfondimenti fondati sulla nostra esperienza di cooperazione internazionale e di aiuto umanitario e sulla conoscenza di molti dei paesi di provenienza, delle condizioni che favoriscono l’emigrazione, delle culture di quei paesi, delle aspirazioni degli immigrati, delle difficoltà che incontrano nell'inserimento e nell’integrazione, dei problemi che la loro presenza può talvolta generare nelle comunità non adeguatamente preparate ad accoglierli".

Il documento di LINK 2007 presenta, per punti schematici e sintetici, alcune proposte per una strategia politica governativa complessiva, non limitata quindi alla dimensione securitaria e di ordine pubblico, pur importante e presente, accompagnate dall’indicazione di scelte operative e normative relative al governo dell’immigrazione per lavoro e di quella forzata da guerre, persecuzioni, catastrofi naturali e ambientali. "Riteniamo che si debba affrontare la materia con una strategia e visione politica di insieme adottando misure da attuare a breve, medio e lungo termine, a seconda dell’urgenza, della complessità e delle difficoltà", evidenzia Nino Sergi, policy advisor di LINK 2007, che ha guidato l’elaborazione del documento. "Speriamo che il documento possa fornire elementi utili e sollecitare ulteriore dibattito e riflessione al fine della definizione di scelte e normative che trovino la convergenza di tutte le forze politiche".

La proposta è indirizzata in particolare al Presidente del Consiglio, al Ministro dell’Interno, al Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, al Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, alle Commissioni parlamentari competenti, ai Sindaci, ai Presidenti di regione e di provincia autonoma, alle associazioni, agli enti e agli operatori del settore.

Per saperne di più, vai al documento.


23/11/2016

1° dicembre - Giornata Mondiale Contro l'AIDS

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In occasione della Giornata Mondiale Contro l'AIDS, il CCM vi propone due appuntamenti:

Primo dicembre, Performance a più voci, organizzato dall'Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’Aids in collaborazione con Bluestocking e con il patrocinio della Camera dei Deputati.

L’impegno dell’Italia nella lotta globale contro l’AIDS, convegno organizzato dal COOPI - Cooperazione Internazionale.


PRIMO DICEMBRE
Performance a più voci

28 novembre 2016
L
iceo artistico Enzo Rossi
o
re 9.00 - 12.00

1 dicembre 2016
Galleria Alberto Sordi, Roma
ore 15.00

In occasione della giornata mondiale sull’Aids, la storia di donne e uomini alle prese con la malattia: l’intento è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto di aprire alla comunicazione, alla condivisione e al rispetto della nostra umanità.

Bluestoking nasce dall’intento di dare spazio all’incontro dell’essere umano con la sua creatività, con la necessità di dare forma artistica al suo immaginario: “più che della rivoluzione a furor di popolo, ci piace raccontare della rivoluzione sensibile, travolgente e urgente dell’individuo”.

OSSERVATORIO AIDS: + 39 339 6365001 06 6873214 press@osservatorioaids.it
BLUESTOCKING: + 39 339 2542209 (sms/ WhatsApp) info@bluestocking.it


L’IMPEGNO DELL’ITALIA NELLA LOTTA GLOBALE CONTRO L’AIDS
Convegno in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS

1 dicembre
Sala Verdi del Palazzo delle Stelline, Milano
Ore 10.30

Il Fondo Globale, di cui anche l’Italia è membro, è uno dei principali partenariati internazionali ed è riuscito a unire diverse realtà quali governi, istituzioni e società civile. Riflettere sul ruolo che i governi, in modo particolare quello italiano, possono giocare in questa lotta globale è lo scopo del convegno. L’occasione è giusta per presentare anche a Milano il Policy Paper “Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni”.

Il nostro Paese è tornato negli ultimi anni ad investire nel Fondo Globale e nel corso della Quinta Conferenza di Rifinanziamento del Fondo, tenutasi il 16 settembre, a Montréal-Québec in Canada, ha annunciato un impegno di 140 milioni di euro per il triennio 2017-2019. “È una promessa molto importante perché l’Italia ha un ruolo fondamentale da giocare per la sua esperienza e le sue capacità”, conclude Stefania Burbo, focal point dell’Osservatorio Italiano per la lotta all’AIDS.

L’ingresso al convegno è gratuito.

È gradita conferma tramite e-mail a medizza@coopi.org oppure telefonando al numero 02.3085057


20/06/2016

La vulnerabilità delle donne migranti nel percorso migratorio

Seminario sulla protezione giuridica e sanitaria delle vittime di violenze e sfruttamento
22 giugno 2016
ore 9.30 - 13.00
Sala Conferenze IRES Piemonte via Nizza 18 -Torino

Primo di tre seminari previsti dal progetto Mediato, si pone a conclusione del percorso formativo “Percorso di aggiornamento giuridico e socio-antropologico su: diritto d’asilo, accoglienza e protezione internazionale”.
Con questo ciclo d’incontri il Progetto Mediato vuole offrire momenti di approfondimento su temi specifici emersi durante il percorso di aggiornamento da parte dei diversi soggetti che vi hanno preso parte (operatori sociali, mediatori, istituzioni, rappresentanti del terzo settore). Questo primo seminario si concentra sulla condizione di vulnerabilità delle donne che nei paesi d’origine, di transito e di arrivo subiscono differenti forme di violenza, abuso e sfruttamento. Oltre a evidenziare il fenomeno, il seminario si pone l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche agli operatori e di sensibilizzare servizi e istituzioni affinché mantengano alta l'attenzione rispetto al problema e attivino percorsi di presa in carico e accompagnamento efficaci. Nel corso della mattinata sono previsti interventi in ambito antropologico, psicologico, giuridico, sanitario e alcune testimonianze di mediatrici culturali che operano presso centri di accoglienza e strutture sanitarie.

Intervengono:
Simona Gioia - psicologa/psicoterapeuta Associazione Franz Fanon
Monique Diarra - ostetrica e collaboratrice Comitato Collaborazione Medica - CCM
Antonella Canavese - ostetrica Centro Soccorso Violenza Sessuale del Presidio Ospedaliero Sant'Anna di Torino
Alberto Mossino - Piam onlus - Progetto Integrazione Accoglienza Migranti
Fabrizio Giorcelli - avvocato ASGI - Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione
Suad Omar - mediatrice etnoclinica e componente della Commissione per la realizzazione delle Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Piemonte
Jacqueline N’gbe - mediatrice interculturale,
Precious Elolen Ugiagbe - mediatrice etnoclinica

È stata invitata l’assessora regionale Monica Cerutti

Informazioni: valetti@ires.piemonte.it


30/06/2016

Le vaccinazioni.

Una misura essenziale di prevenzione su cui investire.

La vaccinazione - somministrazione di un preparato volto ad attivare il sistema immunitario e rendere la sua risposta più efficace nei confronti di una o più malattie - è una delle misure di salute pubblica considerate più efficienti ed efficaci, strategica per il controllo e l’eliminazione di pericolose malattie trasmissibili le cui conseguenze possono includere la morte e/o gravi disabilità permanenti.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS calcola che ogni anno dai 2 ai 3 milioni di vite siano risparmiate proprio grazie alla pratica vaccinale. In particolare, è riconosciuta la correlazione positiva tra vaccinazione e riduzione della mortalità infantile.

Alla luce della comprovata efficacia ed efficienza della misura vaccinale, il CCM ritiene che l’investimento e la promozione di questa essenziale misura di prevenzione siano un impegno fondamentale. Tanto in Africa Sub-sahariana quanto in Italia il CCM realizza interventi tesi a favorire la promozione della vaccinazione e l’aumento della copertura vaccinale.

 

Nella parole della Presidente una sintesi della posizione del CCM. 


Sono una madre, un medico e la presidente di una Ong - il Comitato Collaborazione Medica CCM – che ho fondato 50 anni fa insieme a un gruppo di colleghi. Crediamo che la salute sia un diritto e troviamo inaccettabile, oggi come allora, che in alcune parti del mondo - le più povere – si muoia così spesso a causa di malattie che “da noi” sono prevenibili o curabili, come il morbillo grazie al vaccino o come l’otite tramite l’antibiotico.

Quando in Sud Sudan muore un bambino di morbillo provo sconforto: non siamo riusciti a salvarlo, non siamo arrivati fino a lui con le campagne di vaccinazione, a volte per mancanza di fondi altre volte perché la guerra che devasta il Paese da anni ce l'ha impedito.

Quando muore un bambino in Italia di morbillo o rischia la vita per il tetano provo rabbia: perché il vaccino per lui era disponibile e gratuito, perché non abbiamo perso contro la guerra e la povertà ma contro le paure irrazionali non supportate dalla scienza.

Quando all’anacronistico attacco alla Medicina si aggiunge l’UE che, con una condanna da decifrare e che sembrerebbe basarsi solo su “indizi gravi, precisi e concordanti”, potrebbe minare ulteriormente la certezza scientifica, provo un senso di disorientamento troppo forte.

Non credo che l’obbligatorietà di vaccinare possa risolvere il “dubbio” che è alla base del problema. Rimango dell’idea che su tutto vinca la ragione alimentata e ben guidata dalla conoscenza e dall’informazione.

E’ quindi urgente agire, tutti protagonisti e indispensabili alleati, di fronte a questi “gravi, precisi e concordanti indizi” di un agguato alla Medicina e al diritto alla salute, alimentato da una disinformazione ed una sfiducia verso tutto ciò che è istituzionale che si è insinuata ormai a tutti i livelli. 

Istituzioni, media, associazioni e mondo medico devono essere imprescindibilmente uniti in azioni di informazione e sensibilizzazione serrate, trasversali e decise. Non deve passare nessun relativismo: le vaccinazioni sono uno degli strumenti più efficaci di prevenzione di malattie che possono uccidere.

Lo deve dire, con convinzione e senza ombra di dubbio, il pediatra alla mamma, la mamma all’altra mamma, il giornalista all’opinione pubblica, il medico alle istituzioni, la comunità internazionale ai singoli stati e viceversa. 

Marilena Bertini

Medico e presidente del CCM



Approfondisci leggendo il Position Paper Vaccini del CCM, scaricabile qua.


31/05/2016

2015, Malaria-Free Europe – 2030, Malaria-Free World

Mercoledì 8 giugno a Roma si svogle un incontro per sensibilizzare l'opinione pubblica alla lotta contro la malaria, l'AIDS e tubercolosi.

L'evento si terrà alle ore 13 al Senato della Repubblica, Palazzo Madama.

L'incontro è promosso dalla Senatrice Laura Bianconi, sotto gli auspici della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica Italiana, in collaborazione con Malaria No More UK e Friends of the Global Fund Europe.
Per il Comitato Collaborazione Medica intervienre la dott.ssa Annalisa Rosso.

In allegato l'invito con le modalità di registrazione.

Materiale scaricabile


07/06/2016

Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni

Confernza stampa
Roma | Martedì 14 giugno ore 11.30
Sala Stampa della Camera dei deputati  

Aidos – Associazione italiana donne per lo sviluppo e Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids

Dal 2002 al 2014, nei paesi in cui opera il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria, sono state salvate più di 17 milioni di vite, è stata riscontrata la diminuzione di un terzo dei decessi per Hiv, Tbc e malaria: oltre 8 milioni le persone che hanno beneficiato del trattamento antiretrovirale (Art), oltre 13 milioni quelle che hanno ricevuto cure per la Tbc e 548 milioni le zanzariere, impregnate di insetticida, distribuite attraverso i programmi di lotta contro la malaria.

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni pubblicato nell’ambito del progetto “Increasing Italy’s commitment to the Global Fund to Fight Aids, Tuberculosis and Malaria” [2015/2017] coordinato da Aidos per l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids.

Il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria è lo strumento finanzario internazionale che dal 2002 a oggi ha permesso di dare una risposta concreta alle tre epidemie che hanno devastato intere generazioni e afflitto le popolazioni più povere e emarginate del mondo. Coinvolgendo non solo governi e istituzioni ma anche la società civile, i privati e le comunità delle persone colpite dalle tre malattie, il Fondo in questi decenni ha permesso di costruire una visione moderna della salute globale, attenta soprattutto alle fasce di popolazione più esposte e vulnerabili come donne e adolescenti.  Dopo anni di azioni concrete siamo arrivati ad un punto cruciale: o si continua nel lavoro fatto oppure si rischia che le tre malattie riprendano a seminare dolore e morte, soprattutto nei paesi dove non c’è piena accessibilità ai farmaci e alle adeguate strutture sanitarie.

In vista della V Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale prevista per settembre 2016 in Canada, l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids, chiede che l’Italia torni ad essere un paese leader nel panorama dei donatori internazionali, incrementi il sostegno alla salute globale con una dichiarazione di impegno finanziario nei confronti del Fondo pari a 200 milioni di euro per il periodo 2017-2019 e sostenga il rafforzamento della società civile, per consentirne il pieno coinvolgimento nei processi decisionali e nell’attuazione dei programmi di lotta contro le epidemie.


PROGRAMMA

Saluti e introduzione

Stefania Burbo, focal point Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids

Interventi di
Marco Simonelli, Policy Advisor, Friends of Global Fund Europe
Sara Faroni, Associate Specialist, External Relations Global Fund
Laura Frigenti, Direttrice dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

On. Chiara Braga, Deputata e Responsabile Nazionale Ambiente del Pd

On. Lia Quartapelle Procopio, Deputata e Capogruppo Pd in Commissione Esteri
Rappresentante del Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale
Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos

Accrediti
Le richieste di accredito devono essere inviate a press.osservatorioaids@ong.it entro lunedì 13 giugno alle ore 15.


22/04/2016

Giornata Mondiale della Malaria

Il 25 aprile si celebra il World Malaria Day, iniziativa mondiale per tenere viva l'attenzione sulla malaria che, nonostante i progressi degli ultimi anni, continua a essere una delle principali malattie infettive al mondo.   
Il CCM, insieme all'Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids, si unisce all'apello dell’organizzazione Malaria No More UK chiedendo all'Italia di raddoppiare "il proprio contributo al Fondo Globale per la lotta a malaria, tubercolosi e Aids, portandolo a 200 milioni di euro per il prossimo triennio".

La malaria è, in una larga parte del pianeta e in particolar modo in Africa subsahariana, una malattia contro cui combattere ogni giorno.
Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), che ha annunciato ieri l’eradicazione della malattia dal Vecchio Continente, ogni anno vengono registrati oltre 200 milioni di casi di malaria, che rappresenta ancora oggi una delle principali cause di morte nei bambini sotto i cinque anni: si stima infatti che questa malattia uccida un bambino ogni due minuti e un totale di oltre 430mila persone all’anno.
A causa della prevalenza nei Paesi in via di sviluppo, la malaria ha un grave impatto negativo sul loro avanzamento economico: ad esempio, il costo per l’economia del continente africano è stimato in oltre 10 miliardi di euro l’anno.

Il World Malaria Day vuole essere l’occasione per ricordare che questa malattia può essere sconfitta, grazie all’impegno collaborativo di governi e società civile.

Grazie al finanziamento del Fondo Globale, sino a metà dello scorso anno, specialmente nei paesi dell’Africa subsahariana sono stati curati 560 milioni di casi di malaria, distribuite 600 milioni di zanzariere, somministrati farmaci a 8,6 milioni di sieropositivi e condotti test per HIV e fornito counseling sanitario a 470 milioni di persone.


17/02/2016

Aids, salute globale e cooperazione internazionale

Dall'11 al 16 febbario una delegazione di parlamentari e giornalisti è andata in Etiopia per visitare i progetti della cooperazione italiana nell'ambito sanitario e lotta all'Aids.
La visita studio è stata organizzata da Aidos e da Osservatorio Aids nell'ambito del progetto Increasing Italy’s commitment to the Global Fund to Fight AIDS, Tuberculosis and Malaria di cui il Comitato Collaborazione Medica è partner.

L'Etiopia è uno dei paesi più poveri del mondo - dichiara Stefania Burbo dell'Osservatorio Aidsma ha compiuto sforzi notevoli negli ultimi anni per rafforzare il proprio sistema sanitario. Sono aumentati i centri sanitari e i dispensari, si è investito sulla formazione degli operatori sanitari di comunità e si è avviata una rivoluzione culturale per portare la popolazione, soprattutto nei villaggi, a utilizzare le strutture sanitarie. Permangono, tuttavia, importanti criticità: il tasso di trasmissione dell'Hiv dalla mamma al bambino, per esempio, si attesta ancora intorno al 25%.

Il fotoreporter Francesco Cocco e le parlamentari Lia Quartapelle e Chiara Braga hanno conosciuto da vicino il lavoro svolto dalla cooperazione italiana, anche attraverso le Ong italiane, e il ruolo del Fondo Globale per la lotta contro l'Aids, la Tubercolosi e la Malaria. Il governo etiope ha infatti introdotto, con il sostegno del Fondo e di altri partner, l'Health Service Extension Program, grazie al quale decine di migliaia di donne sono state formate per lavorare come operatrici sanitarie di base all'interno delle proprie comunità.

Un progetto importante in uno dei paesi prioritari della cooperazione internazionale italiana dove però

persistono forti problematiche legate al diritto alla salute e ai diritti delle donne e delle ragazze – ricorda Maria Grazia Panunzi, presidente Aidos – in Etiopia il 74.3% delle donne fra i 15 e i 49 anni ha subito la pratica delle mutilazioni genitali femminili e l'Hiv/Aids riguarda maggiormente le donne. Lo stigma della malattia le colpisce rendendole ancora più vulnerabili. Auspichiamo che nella revisione annuale delle linee di programmazione della cooperazione interazionale italiana venga data priorità a promuovere l’empowerment e i diritti delle donne e delle ragazze come strumento fondamentale per lo sviluppo sostenibile

Lia Quartapelle, deputata Pd e coordinatrice del gruppo interparlamentare sulla cooperazione, aggiunge 

abbiamo avuto una preziosa opportunità di toccare con mano la sfida complessa di questo paese. Resta ancora molto da fare, ma abbiamo riscontrato uno straordinario impegno politico per lo sviluppo sociale, in particolare nell'ambito della cooperazione sanitaria. E l'Etiopia può contare sulla partnership con l’Italia, che negli ultimi tre anni ha contribuito con circa 100 milioni di euro al raggiungimento di importanti obiettivi di modernizzazione e di crescita. A partire dal prossimo documento di programmazione triennale, vogliamo rafforzare il nostro sostegno: il 2016 è un anno cruciale, perché entrano a pieno regime la riforma della cooperazione e la nuova agenzia, e vogliamo arrivare al G7 ospitato dall’Italia onorando l'impegno di aumentare sensibilmente gli investimenti per lo sviluppo.

Chiara Braga, deputata Pd, accanto al tema della salute globale sottolinea anche 

la gravità del problema della siccità e del cambiamento climatico che da tempo affligge anche il corno d'Africa e di cui pare esserci poca coscienza in occidente, Italia compresa. Ambiente, sostenibilità e climate change sono questioni a cui anche l'Etiopia, pur in fase di forte sviluppo economico, deve far fronte, anche per le conseguenze sulla salute e la qualità della vita della popolazione. Da questa esperienza nasce l'impegno mio e dell'On. Quartapelle a sostenere dall'Italia le tante e fattive azioni di cooperazione che abbiamo conosciuto a partire da un uso più equo ed efficiente dell'acqua. 


15/02/2016

Mario Giro: nuovo vice ministro della cooperazione internazionale alla sviluppo

Il Comitato Collaborazione Medica si unisce a Link 2007 negli auguri a Mario Giro, già sotto segretario al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ora nuovo vice ministro con delega alla cooperazione allo sviluppo.

I più sentiti auguri per un compito non facile, ma indispensabile che, tra le sfide più immediate prevede la valorizzazione del ruolo dell’Italia nella gestione positiva delle grandi crisi internazionali e l’allineamento della nostra cooperazione ai contenuti e agli obiettivi dell’agenda 2015 – 2030.

All’incoraggiamento si unisce anche l'impegno delle Ong, in Italia e nei Paesi a basso reddito, per garantire assistenza umanitaria e percorsi di pacificazione.


03/12/2015

Laura Frigenti - Direttrice dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

Il Comitato Collaborazione Medica si unisce a Link 2007 Cooperazione negli auguri a Laura Frigenti, nuova direttrice della Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. 

È evidente a tutti - si legge nella nota stampa di Link 2007 - la centralità che riveste oggi la cooperazione internazionale allo sviluppo. Le Organizzazioni non Governative continueranno a fare la loro parte per sostenere la piena attuazione della legge e per dare respiro al progetto di riforma che il Parlamento ha voluto, anche in seguito a vaste consultazioni con tutti i soggetti interessati. Serve un’Agenzia forte, autorevole, dotata degli strumenti attuativi necessari per collocare il nostro paese tra i soggetti protagonisti della nuova agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Serve anche un’autorevole sponda politica per la nostra cooperazione, che il Parlamento ha identificato in un Vice Ministro. La nomina da parte del governo di tale figura è ormai urgente e Link 2007 auspica possa avvenire in tempi rapidissimi.


01/12/2014

Giornata Mondiale contro l'AIDS:
progressi, criticità e obiettivi futuri

dec.pngIn occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, Global Fund e Osservatorio AIDS fanno il punto della situazione.

Christoph Benn - direttore per le relazioni esterne del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria - spiega: “da alcuni anni assistiamo ad una notevole riduzione di morti correlate all’AIDS. Circa dodici anni fa il tasso di copertura della terapia antiretrovirale salvavita era del 2%, oggi siamo arrivati quasi al 60%. Nonostante questi progressi rilevanti, non dobbiamo supporre che il problema sia risolto: HIV e AIDS sono ancora la prima causa di mortalità nell’Africa subsahariana tra gli adulti”.

Come chiarisce Stefania Burbo - portavoce dell’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS - all'appello del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria, il principale finanziatore multilaterale nel campo della salute globale, "mancano 2.5 miliardi di dollari per contrastare efficacemente le tre pandemie”.

Per approfindire, leggi il comunicato.


19/03/2015

Ketamina al bando?

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Photo credit: Psychonaught / Foter / CC0 1.0 Universal (CC0 1.0) Public Domain Dedication


Venerdì 13 marzo la commissione ONU sulle droghe si è riunita a Vienna per decidere se inserire la ketamina - l’anestetico più diffuso nei Paesi a basso reddito - tra le sostanze stupefacenti da abuso secondo la Convenzione del 1971 sulle sostanze psicotrope. La richiesta di inserire la ketamina tra le sostanze da abuso arrivava dalla Cina, dove oggi si concentra gran parte della produzione, del commercio e del consumo illecito.
La commissione ONU ha accolto favorevolmente la scelta cinese di posticipare la sua richiesta.

Tuttavia, se la decisione sarà confermata, avrà gravissime ripercussioni sulle attività chirurgiche in Africa dove la ketamina è l’anestetico più utilizzato, vista la facilità di somministrazione rispetto ad altri farmaci, che invece richiedono attrezzature adeguate e personale specializzato.

A questa decisione è contraria l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che inserisce invece la ketamina tra i farmaci essenziali in grado di "soddisfare le necessità di cura della maggioranza della popolazione e sempre disponibili in quantità sufficiente e sotto la forma farmaceutica appropriata".

Se la ketamina sarà inserita trai farmaci di classe I - spiega il dott. Gian Paolo Zara, docente di Farmacologia presso l’Università degli Studi di Torino e volontario CCM - l'unico anestetico chirurgico usato in Africa diventerebbe difficile da reperire. E tutto ciò a causa delle fortissime pressioni della Cina, con l'indifferenza degli altri paesi sviluppati, dove sono disponibili altri farmaci per le anestesie chirurgiche.

Per informazioni e approfondimenti: http://www.undrugcontrol.info/


18/03/2015

Iscrizione obbligatoria al SSN per i minori stranieri che vivono in Piemonte

La giunta regionale il 16 marzo 2015 ha deliberato il diritto all’iscrizione obbligatoria, al Sistema Sanitario Nazionale per i tutti i minori stranieri che vivono sul territorio piemontese, anche se i loro genitori non sono in regola con le norme di soggiorno.

«Ogni minore che vive in Piemonte avrà diritto all’inserimento nel circuito del Servizio Sanitario Regionale e, come tutti i bambini nati sul nostro territorio, anche loro avranno la possibilità di scegliere di affidarsi a un pediatra evitando così il sovraccarico ai servizi emergenziali, tipo il pronto soccorso, a cui erano obbligati a rivolgersi fino a ieri. Si tratta di una scelta che va nella direzione dell’inclusione, ma anche una scelta ponderata che andrà a incidere positivamente sulla spesa sanitaria», ha commentato l'assessore regionale all'immigrazione, Monica Cerutti.

 

 


28/10/2013

Legge di Stabilità: apprezzabile lo sforzo per salvaguardare la cooperazione.


Si confermino gli impegni immediati per la crisi siriana e le altre emergenze umanitarie  

COMUNICATO STAMPA AOI - CINI - LINK 2007

La legge di stabilità 2014 arriva in Parlamento. La cooperazione internazionale non viene cancellata. Questo è emerso nell'iniziativa promossa il 22 ottobre da Concord Italia per la presentazione del rapporto AID Watch 2013, durante la quale l'Onorevole Federica Mogherini, Coordinatrice dell’Intergruppo parlamentare per la cooperazione internazionale allo sviluppo, ha riportato i dati relativi al capitolo cooperazione  internazionale, previsti nel testo ultimo che verrà portato in approvazione alla Camere: 231 milioni di euro per il 2014, con impegno su 224 milioni nel 2015 e 225 milioni nel 2016 sono le cifre proposte.

Nel 2013 furono inizialmente stanziati 228 milioni di euro e ne  furono effettivamente messi a disposizione 213: per il 2014 l'aumento sarebbe di 3 milioni di euro.

AOI, CINI e Link 2007  leggono nel complesso con sollievo queste cifre, alla luce dell’impianto complessivo della legge, votato al massimo contenimento della spesa, pur sottolineando che non è avvenuto l'incremento del 10% per ogni anno fino al 2016, previsto nel Documento di Economia e Finanza necessario a far  raggiungere al nostro paese nel 2017 l’impegno, sempre contenuto nel documento, dello 0,30% dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, corrispondente  alla media dei Paesi OCSE.

Le organizzazioni non governative ricordano al Governo che la cooperazione internazionale, che vede riaffermato un ruolo importante nel sistema Paese, è efficace laddove esiste una coerenza complessiva nelle politiche per la lotta alle povertà e per lo sviluppo. Per questo esprimono preoccupazione per l'inadeguatezza del tetto dato al 5 per mille per il non profit, quindi anche per le ONG stesse, che avrebbe dovuto registrare un'inversione di tendenza nei programmi di questo Governo.

Chiedono che vengano confermati all'interno del decreto per le missioni militari all'estero gli stanziamenti per gli interventi civili promessi e previsti per i prossimi 3 mesi e per tutto il 2014: in particolare per i Paesi toccati dalla crisi siriana, ma anche per l'Afghanistan, in vista dell'imminente ritiro, il Pakistan, la Libia, il Sud Sudan e la Somalia, valorizzando la presenza ed esperienza delle ONG in queste realtà, come sostenuto pubblicamente dalla stessa ministra Emma Bonino.

Aoi, Cini e Link 2007 sottolineano che l'obiettivo positivo della sostanziale 'tenuta' e del leggero incremento dell'impegno a favore dell'APS è frutto del lavoro congiunto di pressione sul governo delle organizzazioni della società civile e dei parlamentari sollecitati dall’intergruppo per la cooperazione internazionale. Fin da subito si impegnano nel monitoraggio costante dei lavori parlamentari, affinché i dati  positivi della Legge di Stabilità per la cooperazione internazionale vengano confermati dalla discussione in Parlamento.    

Ufficio stampa Francesco Verdolino 3398129813 francesco.verdolino@hotmail.it


20/09/2016

Fondo Globale per lotta all'Aids, Tbc e malaria: Italia aumenta il suo contributo

Si è conclusa il 16 settembre a Montreal la V Conferenza di rifinanziamento del Fondo Globale.

Il governo italiano, dopo aver annunciato il 27 giugno a Roma un impegno di 130 milioni di euro, con il suo Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Paolo Gentiloni, ha ulteriormente incrementato l’impegno italiano al Fondo Globale portandolo a 140 milioni di euro per il triennio 2017-2019.

Per saperne di più: Osservatorio Italiano sull'azione global contro l'AIDS, The Global Fund

Per approfondire la tematica, con uno squadro alle strategie globali e a quelle locali, partecipa al Convegno L'AIDS C'E'. Conoscerlo è il primo passo per vincerlo. - Torino, 6 ottobre 2016.


11/11/2016

Legge di stabilità: tagli alla cooperazione allo sviluppo

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I segnali che arrivano dalla legge di stabilità deludono tutti coloro che avevano accolto con entusiasmo le dichiarazioni da parte del governo in favore di un forte rilancio della nostra cooperazione allo sviluppo.
L'annunciato aumento dei fondi sembra quasi annullarsi e le aspettative create con i paesi partner rischiano di essere cancellate.

Le ONG italiane fanno appello al governo e al parlamento affinché si corregga radicalmente la situazione e si restituisca coerenza e credibilità al sistema di cooperazione internazionale del nostro passe.

È poi urgente la piena applicazione della legge 125 del 2014.

Due, tra gli altri, i nodi da sciogliere in fretta: consentire all'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di procedere velocemente all'assunzione degli esperti tramite un concorso e approvare secondo le modalità previste dalla legge il documento di programmazione triennale, senza il quale la nostra cooperazione allo sviluppo è priva di un chiaro riferimento strategico.

www.ong.it
www.cininet.org
www.link2007.org


16/11/2016

La valutazione dei progetti di cooperazione sanitaria internazionale.
Teorie, esperienze e prospettive future.

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venerdì 2 dicembre 2016
presso l’
università di Padova
aula nievo, Cortile antico Palazzo Bo, via 8 Febbraio 2

La valutazione è la fase che consente la riflessione, l’analisi e il miglioramento degli interventi, può aiutare a individuare processi che funzionano e farli diventare replicabili in contesti simili, può analizzare risultati e verificare quindi l’impatto.

Il convegno, organizzato da CUAMM insieme al Centro Salute Globale della Regione Toscana in collaborazione con il Comitato Collaborazione Medica, intende esplorare questo tema fondamentale declinato in ambito di progetti di cooperazione sanitaria internazionale.
Saranno coinvolti nel dibattito esperti, operatori sul campo e rappresentanti istituzionali.

Ingresso gratuito.
È necessaria la registrazione entro il 30 novembre 2016

Per info e iscrizioni
globalhealth@cuamm.org | 340 8455979


10/04/2017

Salute globale nell’agenda G7: le proposte della società civile

In vista del prossimo G7 che si terrà a Taormina a fine maggio 2017, l'Osservatorio Italiano sull'azione globale contro l'AIDS -di cui il Comitato Collaborazione Medica è membro - ha presentato il policy paper  "Salute globale nell’agenda G7: le proposte della società civile". 

Il documento propone un aggiornamento sui risultati raggiunti e gli impegni disattesi, con focus dedicati alla lotta contro le epidemie, la violenza di genere e la salute sessuale e riproduttiva, la salute materna e infantile, la lotta alla malnutrizione.

Sono inoltre presentate delle raccomandazioni per contrastare efficacemente la disuguaglianza in salute, puntando soprattutto sul rafforzamento dei sistemi sanitari nazionali e la promozione di politiche volte al perseguimento della Copertura Sanitaria Universale.

Per scaricare il documento, clicca qui.


  Giornata Mondiale contro l'AIDS:
  progressi, criticità e obiettivi futuri

dec.pngIn occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS, Global Fund e Osservatorio AIDS fanno il punto della situazione sulla lotta all’AIDS.

Christoph Benn - direttore per le relazioni esterne del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria - spiega: “da alcuni anni assistiamo ad una notevole riduzione di morti correlate all’AIDS. Attualmente, il Fondo Globale sostiene 6,3 milioni di persone in trattamento antiretrovirale. Nonostante questi progressi rilevanti, non dobbiamo supporre che il problema sia risolto. HIV e AIDS sono ancora la prima causa di mortalità nell’Africa subsahariana tra gli adulti”.

Come chiarisce Stefania Burbo - portavoce dell’Osservatorio Italiano sull’Azione Globale contro l’AIDS - all'appello del Fondo Globale per la Lotta contro AIDS, TBC e Malaria, il principale finanziatore multilaterale nel campo della salute globale, "mancano 2.5 miliardi di dollari per contrastare efficacemente le tre pandemie”.

Per approfindire, leggi il comunicato.