Indice Globale della Fame 2017

I Trend sono stati pubblicati in occasione del World Food Day di quest'anno, focalizzato sul rapporto tra fame e migrazioni.


In Africa Sub-Sahariana, bacino di migranti in fuga verso l’Europa, l’Indice Globale della Fame si attesta a 29.4 punti. È il secondo più alto al mondo, di poco inferiore a quello dell’Asia meridionale, che registra invece il punteggio più alto pari a 30.9. Questa la fotografia scattata nell’ultimo report stilato dall’International Food Policy Research Institute (IFPRI) per l’annuale Global Hunger Index.

Denutrizione sul totale della popolazione, ritardo della crescita, deperimento e mortalità nei bambini sotto i 5 anni sono i quattro parametri alla base del calcolo dell’Indice Globale.

Per quanto riguarda il primo parametro, la denutrizione, l’Africa Sub-Sahariana fa registrare, qui sì, il livello più alto, pari al 21,6%. In Burundi la denutrizione determina un grave arresto della crescita (l'indicatore supera il 50%), mentre in Sud Sudan il conseguente deperimento colpisce circa tre bambini su dieci. Sud Sudan e Somalia subiscono inoltre un continuo aggravarsi della situazione in virtù dell’ultima – storica – carestia che si è abbattuta nel Corno d’Africa.

A livello numerico, in Sud Sudan sono 6 milioni le persone che si trovano ad un livello di fame definibile critico o catastrofico; in Somalia sono 3 milioni (su 11 milioni totali) le persone che soffrono di insicurezza o instabilità alimentare.

Burundi, Sud Sudan e Somalia sono 3 dei 7 paesi africani in cui non è stato possibile calcolare l'indice globale relativo alla fame. Questo a causa di una significativa e ancor più preoccupante difficoltà a recuperare dati certi per i quattro indicatori che determinano l’indice globale.

Su scala mondiale, la contraddizione che esplode lungo la linea dell'equatore è ormai nota: per 800 milioni di persone che soffrono la fame e per oltre 2 miliardi che hanno una qualche forma di malnutrizione (il 60% dei quali sono donne e bambini), c’è un terzo della popolazione mondiale che è invece sovrappeso e obesa.

La buona notizia, però, è che dal 2000 il livello globale della fame è calato del 27%.

Cosa facciamo noi

Oltre a Burundi, Sud Sudan e Somalia, negli altri Paesi dove operiamo l’Indice Globale della Fame si attesta su punteggi estremamente alti e che riflettono un serio problema per la popolazione: in Etiopia e Kenya l’indice è di 32.3 e 21 punti.

È soprattutto nello Stabilization Center dell'Ospedale di Tonj, in Sud Sudan, che i nostri operatori si trovano quotidianamente ad affrontare i casi più gravi di malnutrizione. Da qui, una storia recente, quella della piccola Apeet, ci ha raccontato la situazione meglio dei numeri e delle percentuali. Leggila qui

Cosa puoi fare tu

  • Con 20 euro permetti l'acquisto di 240 dosi di latte terapeutico per bambini malnutriti
  • Con 40 euro fai sì che un bambino denutrito riceva il plumpynut per una settimana
  • Con 50 euro garantisci il funzionamento per un giorno della clinica mobile per l'identificazione e la cura dei casi di malnutrizione
  • Con 100 euro contribuisci all'equipaggiamento di un reparto ospedaliero dedicato alla diagnosi e al trattamento della malnutrizione
  • Con 240 euro sostieni la formazione del personale sanitario sulla gestione della malnutrizione severa e moderata

Dona ora