Passato. Esperienza. Efficacia. Futuro.


il futuro è fatto di passato
Anatole France

Per il Comitato Collaborazione Medica - CCM è arrivato il momento di voltarsi indietro. È doveroso guardare quanta strada è stata fatta  in cinquant’anni, da quel 1968 in cui un gruppo di giovani torinesi, amici e studenti di medicina, decisero di attivarsi affinché il diritto alla salute fosse garantito a tutti, anche ai più poveri del mondo.

Iniziammo in Kenya nel 1970. Scegliemmo di supportare le comunità delle zone rurali più remote, ci impegnammo ad avviare e a rafforzare quelle strutture sanitarie spesso rifiutate dalle altre organizzazioni internazionali che scorgevano meno speranza di quella che la nostra ostinazione ci ha sempre mostrato.

Eldama Ravine, Sololo, Tabaka, Busholo. Sono questi i nomi dei primi lontani ospedali che Giuseppe Meo, Filippo Gallo e Silvio Galvagno, i primi tre medici del CCM, raggiungevano nelle loro missioni, a volte con viaggi “clandestini”, su velivoli di fortuna. La voglia non era solo di aiutare, ma anche di far sapere al mondo intero che lì vi erano persone delle quali la medicina e la società non potevano dimenticarsi. E così, operavano, curavano e si facevano pionieri della “chirurgia povera” sul campo e nelle prime pubblicazioni scientifiche italiane sul tema.

Negli anni il numero di medici volontari del CCM è aumentato: partono affascinati dai racconti dei colleghi di rientro, affiancano i colleghi africani in missioni che durano il tempo delle proprie ferie. Formano, curano e operano, perché il loro impegno è costante. Il miglioramento è reciproco, perché nell’incontro con gli operatori sanitari locali e con le comunità c’è spesso un arricchimento umano e anche professionale. Si affina sempre più la capacità di rispondere ai bisogni di salute, utilizzando in maniera efficace tecniche e tecnologie adeguate, investendo al meglio le scarse risorse economiche disponibili, valorizzando la voglia di imparare di tutti gli operatori sanitari.

La complessità della nostra azione e il suo ampliamento in più paesi ci ha portati nel tempo a professionalizzarci, sia nei Paesi che in Italia. Oggi medici e operatori sanitari per lo più africani compongono il nostro staff attivo nelle 182 strutture sanitarie di vario livello che supportiamo in Etiopia, Burundi, Kenya, Somalia, Sud Sudan e Uganda. Ad essi si aggiungono logisti, amministrativi, capi progetto locali o internazionali.

L’emergere di nuove sacche di povertà anche in Italia, la diffusione di idee e azioni discriminatorie, la rilevanza di numeri e questioni legati al fenomeno migratorio che vede spesso protagoniste  proprio persone provenienti da quei paesi africani che ben conosciamo, ci hanno portato ad attivarci anche sul territorio italiano, in particolare piemontese. Sempre cercando di abbattere quelle barriere, economiche e culturali, che impediscono ai più deboli di accedere ai servizi sanitari.

I principi che dal 1968 animano il nostro intervento rimangono gli stessi. Ad essi oggi si è aggiunta tanta esperienza.  Un’esperienza quantificabile in questi cinquant’anni di attività, un’esperienza che ci ha confermato che per aiutare le comunità in cui lavoriamo non dobbiamo portare tutto ciò che abbiamo. Esatto: non dobbiamo portare tutto ciò che abbiamo noi, ma dobbiamo portare ciò che è adeguato, appropriato, giusto nella loro realtà. Dobbiamo continuare a portare competenze, sviluppare capacità, trasferire conoscenze ai nostri colleghi africani. Perché la crescita reale passa inevitabilmente e in maniera imprescindibile da lì.

Da questa convinzione operativa ma anche “umana”, che ci richiama alla nostra mission e che ci trova centrati con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda internazionale, e dalla preparazione  consolidata in  cinquant’anni di azione, il CCM ora guarda avanti e può proseguire il suo percorso con un passo ancora più sicuro.

Marilena Bertini
Presidente e co-fondatrice del Comitato Collaborazione Medica - CCM

Episodi di medicina e umanità

In occasione di questi cinquant'anni abbiamo raccolto in un libro i diari di alcuni dei nostri volontari che hanno svolto missioni sanitarie in Africa Subshariana. I testi sono stati riadattati dallo scrittore Fabio Geda e dal giornalista Alessandro Rocca, leggi i racconti qui sotto oppure scarica l'intera raccolta cliccando qui!