Inclusione fasce vulnerabili

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Le diseguaglianze in salute sono in aumento su scala globale, lo denunciano l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e gli esperti del settore. È un fenomeno osservabile sia tra i paesi, con un evidente divario ‘nord – sud’, che al loro interno, ad esempio tra classi sociali, tra uomini e donne, tra zone rurali/urbane, etc..

Per ridurre le diseguaglianze occorre agire strutturalmente sui determinanti della salute, ossia sui fattori socio-economici, relazionali e ambientali che sono alla base delle condizioni di vita. È necessario quindi porre la salute al centro degli obiettivi e degli interessi di ogni settore, secondo l’approccio della Health in All Policies, promuovendo un impegno coordinato e continuativo da parte di tutti gli attori della politica e dell’economia.

Il CCM, riconoscendo che per promuovere la salute non è sufficiente agire sui comportamenti individuali ma è necessario risalire alle cause delle diseguaglianze e intervenire su di esse, ricerca nei propri interventi la collaborazione con enti pubblici, privati e non-profit operanti in altri ambiti e si impegna in azioni di advocacy.

Anche a Torino le diseguaglianze in salute sono forti, ad esempio l’aspettativa media di vita di chi vive nei quartieri più benestanti è fino a 5 anni maggiore rispetto a chi vive nelle periferie più degradate. Sul territorio piemontese, nel 2017 il CCM ha concentrato l’attenzione su migranti, in particolari gli irregolari e i richiedenti asilo, e adolescenti.

Si sono avviate infine delle azioni di sostegno alle attività ambulatoriali rivolte alle persone senza fissa dimora organizzate da due importanti realtà torinesi.