Chirurgia e medicina d'urgenza

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Il CCM da anni conduce periodiche missioni di chirurgia/traumatologia nei Paesi più disastrati in cui lavora, sovente paesi che stanno uscendo da conflitti armati durati per molti anni. In queste missioni ci impegniamo per riportare in piedi popolazioni sfiancate dalla guerriglia, dove le stesse dignità delle persone devono essere ritrovate, e dove si ritorni a dare un senso alla convivenza di gruppi etnici che si sono odiati per decenni.

Che importanza possono avere missioni di nostri medici esperti in realtà come queste?
Le missioni che il CCM propone ai suoi medici, specialisti di un po' tutte le branche, hanno lo scopo essenziale di creare ciò che chiamiamo la capacity building, cioè creare competenze mediche, soprattutto in campo chirurgico-ginecologico e traumatologico.
Soltanto lavorando gomito a gomito è possibile insegnare all'infermiere sudanese come si opera un'ernia inguinale, oppure come si ripara un prolasso uterino. Questo quello che definiamo training on the job, che permette al personale sanitario locale di imparare facendo e che favorisce il passaggio di conoscenze e competenze nelle pratiche salvavita anche alle figure professionali che normalmente non sono formate per questo. E' un aspetto rilevante del nostro agire che risponde alle necessità reali dei luoghi dove andiamo a intervenire.
In un contesto come quello dove tipicamente si inserisce un progetto del CCM, dove i medici continuano a essere tremendamente pochi, è chiaro che la controparte sono i Clinical Officer, cioè infermieri specializzati, che devono essere in grado di rispondere adeguatamente alle urgenze.
Anche il trattamento dei traumi sarà appropriato, cioè con una tecnologia semplice, poco costosa e facilmente apprendibile dai Clinical Officer.

di Silvio Galvagno, medico e vicepresidente del CCM