La diffusione del Covid19 ha colpito duramente il nostro Paese. Questa emergenza sembra aver compromesso profondamente la stabilità e la resilienza, favorendo l’incremento delle disuguaglianze (di salute, economiche e sociali), soprattutto per i gruppi che già si trovavano in una condizione di vulnerabilità come bambini, donne, senza fissa dimora, persone con un’esperienza migratoria e di origine straniera. Ulteriori difficoltà si sono presentate nel momento in cui la situazione di emergenza ha portato un sovraccarico del Sistema Sanitario Nazionale e ha imposto la riduzione o la sospensione di servizi che rispondevano quotidianamente alle loro necessità di base.

Dal 2008 il CCM si occupa di promozione del diritto alla salute per tutti, con particolare attenzione in Italia ai gruppi piĂą vulnerabili quali migranti e comunitĂ  straniere. Lo fa attraverso il supporto e il rafforzamento del Sistema Sanitario Nazionale offrendo consulenze di educazione sanitaria e orientamento ai servizi.

 

Anche in un contesto di emergenza l’attenzione del CCM a sostenere il SSN non è venuta meno. La collaborazione con l’ASLTo3 nasce proprio grazie ad una raccolta fondi organizzata in favore dell’ospedale di Rivoli per aiutarlo a migliorare la gestione delle comunicazioni con la protezione civile, aspetto cruciale durante l’emergenza.

Da questo scambio è stata evidenziata la necessità di occuparsi del territorio, di quelle fasce vulnerabili che stavano rimanendo escluse dai servizi sanitari impegnati nell’emergenza.

Grazie al contributo dell’Unione Buddhista Italiana ci siamo subito messi all’opera!

 

Sul territorio di Rivoli Collegno e Grugliasco è stato quindi avviato il progetto “Io R-Esisto in strada: outreach socio-sanitaria rivolta alla popolazione vulnerabile di Rivoli, Grugliasco e Collegno” con l’obiettivo di prevenire e mitigare l’impatto dell’epidemia e delle sue conseguenze sulla popolazione vulnerabile, oltre a quello di rinforzare la rete dei servizi presenti sul territorio. Un’équipe composta da un infermiere, un antropologo e una psicologa in una prima fase hanno raggiunto i servizi dedicati alle fasce vulnerabili della popolazione, indicati dall’AslTo3, per offrire ascolto e individuare insieme le necessità e i bisogni più urgenti di questo gruppo di persone. Tra i servizi raggiunti ci sono mense, centri di ascolto e il DropIn di Collegno.

 

In seguito all’incontro con questi servizi e ad un’analisi dei bisogni più accurata ci siamo resi conto che, se sul territorio torinese si trattava principalmente di persone senza fissa dimora, nella zona interessata di Rivoli, Collegno e Grugliasco, si parlava di persone in stato di fragilità sociale, che potevano contare su una casa in cui restare, ma poche reti sociali a cui fare riferimento per qualsiasi bisogno. Abbiamo deciso quindi di rivolgere l’attenzione verso gli anziani.

Grazie alla collaborazione con il progetto “Ancore” dell’Asl e i diversi centri di incontro per anziani presenti sul territorio, dopo la “riapertura”, sono stati svolti degli incontri informativi dal titolo “Trasmettiamo l’informazione, non il virus” condotti dalla stessa equipe con il supporto di un medico. Gli incontri sono stati strutturati in modo da indagare i dubbi e le curiosità legate alla parte sanitaria della trasmissione del virus, ma anche gli aspetti psico-sociali legati al lockdown, al distanziamento e al contesto emergenziale, creando uno spazio per l’espressione e il confronto tra i partecipanti che continuiamo a tenere vivo!