CCM
Organizzazione non governativa di cooperazione internazionale
 

 

 


 
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ETIOPIA

Zone d'intervento

 

 

 

STORIA

SITUAZIONE SANITARIA

PROGETTI

 

 


L’Etiopia è una Repubblica Democratica Federale composta da 11 Regioni: 9 stati e 2 città a statuto speciale. L'intervento del CCM si inserisce nella Regione Somala (Zona di Gode e Zona di Liban) nella Regione Oromia (Zona di Bale) e nella città di Addis Abeba. Ciascun Stato è a sua volta suddiviso in unità amministrative minori per un totale di: 62 Zones e 523 Woredas.

La Regione Somala è situata nella parte sud-orientale dell'Etiopia e copre una superficie di circa 300.000 Km². Dal punto di vista amministrativo la regione è divisa in 9 zone e 44 Distretti.
Secondo il censimento del 1997 la popolazione nella regione si aggira intorno ai 3,5 milioni di abitanti, destinati a diventare 3,7 nel 2000. In questa zona risiede quindi il 5% della popolazione etiope totale con una densità di 10 persone per km².
Il clima è prevalentemente secco, con precipitazioni sporadiche e spesso non sufficienti a sostenere la produzione agricola. La pastorizia è il principale mezzo di sostentamento della popolazione che per la maggior parte è nomade o semi-nomade.
Quella somala è una regione storicamente povera: la maggior parte della zona è ancora estremamente sottosviluppata, con infrastrutture pressoché inesistenti e limitati servizi sociali di base.
A partire dalla fine degli anni '70, gran parte del territorio è stata teatro di continui conflitti ed ha assistito a frequenti e ingenti flussi di migrazioni di rifugiati e rimpatriati. In particolare la guerra dell'Ogaden del 1977-78 tra Etiopia e Somalia, ha determinato la migrazione di numerosi Somali etiopi verso la Somalia, mentre la guerra civile in Somalia nel 1990 ha causato un flusso contrario, riportando in Etiopia coloro che ne erano fuggiti precedentemente.
Numerose aree della regione si confrontano continuamente con la mancanza di cibo che deriva da ripetuti episodi di siccità, durante i quali un'alta percentuale della popolazione dipende dagli aiuti alimentari del World Food Program. Il problema della carenza alimentare è inoltre aggravato dai flussi di rifugiati e rimpatriati che arrivano dalla Somalia (circa 250.000).

L'attività del CCM in questa Regione si concentra in particolar modo in 2 zone: Gode e Liban.

La zona di Gode è situata nella parte centro-orientale della Regione Somala, a 100 Km dal confine somalo vicino a Belet Uen. La Zona copre un'area di più di 50.000 Km², con una popolazione di circa 350.000 persone. I centri abitati principali - oltre alla capitale Gode - sono Kelafo, Mustahil e Ferfer.
E' una terra arida con una sola stagione delle piogge, in Maggio, insufficiente ed irregolare sia come quantità che distribuzione. L'irrigazione delle terre avviene attraverso un sistema di canali scavati a mano, che attinge alle acque del fiume Wabe Shebele che attraversa il distretto.
La popolazione di quest'area è composta in prevalenza da pastori e agricoltori che vivono lungo le rive del fiume. La maggior parte di essi appartiene a due clan somali, i Redbaree (circa il 70%) e gli Ogadenee.

La zona di Liban si trova nella parte più estrema dell'Etiopia sud-orientale al confine con il Kenya e la Somalia. Se non esistono dati ufficiai sulla superficie dell'area, è possibile invece stimare la popolazione in circa 480.000 abitanti. Il 90% della popolazione è nomade e vive di pastorizia. Come per l'area di Gode anche in queste zone l'irrigazione dipende da due fiumi stagionali, il Genale ed il Dawa, e quindi spesso in secca.

Nella Regione Oromia il CCM ha progetti nella zona di Bale L'Oromia, nella parte sud-est del Paese è una zona geograficamente caratterizzata da montagne che superano i 4000 metri e altipiani a circa 900 metri sul livello del mare. Il territorio, diviso in 18 distretti, ha una popolazione di 1,5 milioni di abitanti, il 90% dei quali vive in zone rurali.
La popolazione versa in condizioni di salute precarie: le fasce più deboli sono le donne ed i bambini e le principali cause di decesso sono le complicazioni relative al parto e malattie quali malnutrizione, affezioni del tratto respiratorio e diarrea che colpiscono i bambini nei primi anni di vita. La tubercolosi e , recentemente l’AIDS, mietono numerose vittime tra la popolazione in età adulta. In particolare, la mortalità materna e infantile tocca picchi altissimi: sono 116 su mille i bambini che muoiono prima di raggiungere i 5 anni e 870 su 100.000 le donne che muoiono per cause legate a gravidanza e parto.
Per il momento, gli unici ospedali presenti sono quelli di Goba e di Ginir (rispettivamente 90 e 120 posti letto), che risultano tuttavia insufficienti al fabbisogno della popolazione e, soprattutto, scarsamente attrezzati. Ugualmente inadeguati per quanto riguarda la fornitura di materiale farmaceutico e sanitario, sono i dispensari presenti nell’area.


La città di Addis Abebaconsiste di 6 Zone e 28 Distretti. La sua popolazione è cresciuta da 443.728 abitanti nel 1961, a 2.112.737, secondo l’ultimo censimento ufficiale condotto nel 1994. Il 98,7% della popolazione vive nell’area urbana che rappresenta il 56,1% del territorio. Il gruppo etnico principale è rappresentato dagli Amara (48.27%) seguito dagli Oromo (19.24%), Guragie (13.54%), Tigrini (7.65%), Welaita (2.40%), e da altri gruppi etnici minoritari (8.90%).
La maggior parte della popolazione (97%) parla l’Amara come lingua madre o come seconda lingua, seguito dall’Oromo , dal Guraghe e dal Tigrino. La religione principale è quella Ortodossa (82,0%), seguita da quella Mussulmana (12,7%), Protestante (3,9%), Cattolica (0,8%), e altre (0,7%).
Il tasso di alfabetizzazione è del 82,5%. I tassi di iscrizione scolastica per le scuole elementari (6 anni), medie inferiori (2 anni) e medie superiori (4 anni) sono rispettivamente del 72,7%, 34,6% e 35,5%.Il settore di popolazione di età superiore ai 10 anni è considerato potenzialmente economicamente attivo (81,0% della popolazione totale). Di questi solamente il 52,8% lo è di fatto, il restante essendo rappresentato da studenti, casalinghe, pensionati, disabili, e altre categorie non produttive. Del settore economicamente attivo solo il 65,3% (27,9% della popolazione totale) è attualmente occupato. Il che significa che per 100 persone occupate ce ne sono 258 che non producono reddito.
Durante il censimento del 1994, sono stati raccolti dati sul numero e tipo di persone DPSH. In Addis Abeba sono stati identificati 45.936 disabili, che rappresentano il 2,2% della popolazione totale (esclusi i senza fissa dimora), con un rapporto di 141 uomini per 100 donne. Di tutte le persone DPSH, l’11,5% erano sotto i 15 anni, il 60,0% tra i 15 e i 49 anni, e il 28,5% sopra i 50 anni di età.
In Addis Ababa sono al momento in corso vari programmi di riabilitazione comunitaria (CBRP) gestiti da otto ONG che coprono 21 dei 28 distretti della città. Il numero totale dei beneficiari è di circa 2,600. Tali programmi includono, in modo diverso, le varie componenti riabilitative e socioeconomiche: patrocinio, sensibilizzazione della comunità, inserimento scolastico, fornitura di servizi riabilitativi, fornitura di protesi e ortesi, micro-credito, formazione professionale, prevenzione delle disabilità. I CBRP vengono condotti da personale formato in tecniche riabilitative con la partecipazione di parenti di persone DPSH.

 


 
 

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