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ETIOPIA

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L' Etiopia è un Paese dalla storia ricca, complessa e, per quanto riguarda i periodi più lontani, ancora in parte sconosciuta.
In tempi recenti l'Etiopia rappresentò l'obiettivo dell'espansione coloniale italiana (dal 1936 al 1941): la conquista si basò su presupposti demografici, economici, militari, politici e di prestigio nazionale ed internazionale. Nel 1934 Mussolini approfittò di alcuni incidenti al confine fra il Paese e la Somalia per preparare l'intervento, che fu accompagnato da una propaganda fascista sulla necessità per l'Italia di avere il "posto al sole" e di trovare uno sfogo per la sua popolazione. L'intento di Mussolini era quello di creare un impero e, contemporaneamente, di rilanciare il prestigio del regime fascista, turbato dalle conseguenze della crisi economica mondiale.

CCM etiopia Il 3 ottobre 1935, senza alcuna dichiarazione di guerra, le truppe italiane varcarono il confine con l'Abissinia. Nonostante l'immediata accusa di aggressione, da parte della Società delle Nazioni, fino al novembre 1935 l'avanzata italiana proseguì; la capitale Addis Abeba venne occupata il 5 maggio 1936.
Il 9 maggio Mussolini annunciò la fine della guerra e proclamò la costituzione dell'Impero Italiano d'Etiopia. L'unione delle tre colonie italiane (Somalia, Eritrea, Etiopia) diede origine all' Africa Orientale Italiana.
A seguito della sconfitta dell'esercito italiano (1941), l'Inghilterra assunse il controllo dell' Etiopia e alcuni anni dopo venne restaurata l'autorità dell'Imperatore Haile Selassie. Sotto l'egida delle Nazioni Unite, l'Eritrea venne integrata allo stato Etiope. Ben presto, nacquero forti movimenti di opposizione.
La crescente tensione politica interna, esacerbata dal conflitto con l'Eritrea e da una dura carestia, contribuirono fortemente al fallimento dei progetti di sviluppo economico di Selassie ed anche alla fine del suo regno. Dal colpo di stato emerse la figura del Colonnello Mengistu Haile Mariam, il quale governò il Paese per 17 anni con il sostegno dei militari. Durante questa fase, l'orientamento capitalista del Paese venne sostituito dal Marxismo.

Nel 1977 la Somalia invase alcuni territori contesi e contemporaneamente i nazionalisti eritrei riuscirono ad ottenere il controllo su un'area sempre più ampia. Solo il sostegno dell'URSS e di Cuba permisero al governo Etiope di riguadagnare terreno in entrambi i casi. Nel frattempo, l'economia subì un netto peggioramento ed allo stesso tempo le inquietudini sociali divennero sempre più difficili da controllare, nonostante l'intervento dell'esercito. Nel 1991 l'EPRDF ( l'Ethiopian People's Revolutionary Democratic Front) sollevò Mengistu dal potere. Una nuova Costituzione (1994), divise il Paese in regioni basate sulle radici etniche degli abitanti, con diritto di secessione.
L'Eritrea divenne una nazione indipendente nel 1993. Nel 1995 Negasso Gidada divenne Presidente, e durante il suo governo, molti collaboratori di Mengistu vennero processati per crimini contro l'umanità. Mengistu stesso venne processato 'in absentia'.

Nel 1998 iniziò una guerra per i confini tra il Paese e l'Eritrea. Dopo 31 mesi di guerra, i contendenti hanno accolto l' ultimatum dell'Onu: alla fine del 2000, ad Algeri è stato firmato il cessate il fuoco e un abbozzo di accordo di pace, ed è stato preso l'impegno, da parte di entrambi, di attenersi alle decisioni della Commissione di arbitraggio internazionale dell'Aja riguardo alla nuova frontiera.
I Caschi blu si sono insediati lungo i 1000 km di confine, in una zona cuscinetto larga 25 km, per monitorare e garantire il cessate il fuoco. La nuova frontiera è stata tracciata nell' Aprile 2002; Badme, luogo a causa del quale iniziarono gli scontri, è stato assegnato all'Eritrea. Anche per questo tra i due Paesi continua la più totale incomunicabilità diplomatica, telefonica e postale, aerea e stradale.
Nonostante le riforme , l'Etiopia continua ad essere una nazione fortemente caratterizzata da diffusa povertà. Ciò è principalmente dovuto alla dipendenza dell' economia da fattori atmosferici: l'agricoltura infatti rappresenta l'attività principale del paese, ma la siccità è molto frequente. Anche l'industria, generalmente statale, è legata all'agricoltura ed alla produzione di beni di consumo. Inoltre la guerra è costata dai 70 ai 100 mila morti e oltre un milione di profughi. Il risultato è che l'81.9 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno ( secondo una stima delle NU, 2000).
Metà della popolazione è musulmana, mentre più di un terzo è legata alla Chiesa Ortodossa Copta Etiope; il 15 per cento pratica culti tradizionali. Numerosi gruppi etnici caratterizzano la composizione del Paese.
Una caratteristica comune è tuttavia l'arretratezza dal punto di vista sanitario, economico e sociale, che è evidenziata da alcuni dati del 2000 pubblicati dalle Nazioni Unite: solo il 24 per cento degli Etiopi ha 'accesso a fonti di acqua "sicura" ed ancor più grave, solo il 7 per cento può usufruire di servizi sanitari di base nelle zone rurali. Inoltre il US National Intelligence Council prevede da 7 ai 10 milioni di casi di HIV nel Paese nel 2010.

 

 


 
 

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