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Progetti
in corso
Potenziamento
dei Programmi di Riabilitazione Comunitaria in Addis Ababa, Etiopia (2007-2009)
L'obiettivo
generale del progetto è di migliorare la qualità
di vita delle persone disabili e permettere la loro piena partecipazione
alla vita sociale, economica e politica. Il progetto mira a
incrementare la copertura e migliorare la qualità dei
servizi in favore delle persone disabili collaborando con le
organizzazioni attive nel campo della riabilitazione e contribuendo
al coordinamento delle iniziative in atto.
Negli ultimi anni si è evoluto un approccio multi disciplinare basato sul concetto di Riabilitazione Comunitaria.
Tale concetto enfatizza la partecipazione e il coinvolgimento diretto delle comunità per creare un atteggiamento
positivo nei confronti delle Persone disabili, fornire loro la necessaria assistenza, e indurre i cambiamenti necessari
nell’ambiente e nella fornitura dei servizi riabilitativi. Nella capitale etiope ci sono nove organizzazioni impegnate nella
realizzazione di programmi di riabilitazione comunitaria. Le Organizzazioni che svolgono CBRP non hanno una specializzazione
settoriale ma sono organizzate secondo la suddivisione amministrativa cittadina. Ognuna delle nove organizzazioni
che svolgono CBRP copre con il proprio programma una porzione specifica della città con attività sostanzialmente simili.
Tra i risultati attesi del progetto, vi sono la creazione di un quadro conoscitivo e metodologico sulle disabilità riferito alle aree di intervento,
la formazione di un corpus di competenze manageriali e tecniche per la gestione di progetti di riabilitazione comunitaria e di tecniche di riabilitazione,
il miglioramento della conoscenza e sensibilità su disabilità e riabilitazione sia da parte delle comunità coinvolte che delle autorità preposte e il potenziamento
della struttura di coordinamento del CBR Network.
Finanziamento da parte del Ministero Affari Esteri; progetto triennale.
Potenziamento
dei servizi ostetrici di base ed incremento del loro utilizzo
nella zona di Bale, Regione Oromia, Etiopia (2005-2008)
L’obiettivo
del progetto è di ridurre la mortalità e morbilità
materna e la correlata mortalità neonatale, organizzando
un efficace rete di servizi ostetrici essenziali.
La strategia di base dell’intervento prevede un supporto
tecnico, manageriale e finanziario alle autorità sanitarie
locali, allo scopo di aumentare la copertura e la qualità
dei servizi ostetrici offerti alla popolazione che vive nell’area
d’intervento.
Si potenzierà l’Ospedale di Goba, attrezzandolo di
strutture specifiche destinate all’ostetricia, fornendolo
di materiale sanitario adeguato ed inviando in loco un chirurgo
ostetrico che oltre al lavoro chirurgico formerà personale
locale; si organizzeranno e riforniranno di farmaci e materiale
sanitario essenziale i 12 dispensari distribuiti nei distretti
della zona.
I risultati saranno :
- il potenziamento dei servizi ostetrici sia dal punto di vista
diagnostico che curativo che potranno svolgere le attività
secondo il proprio livello o in ospedale o in ogni struttura sanitaria
territoriale periferica
- il miglioramento delle competenze del personale sanitario operante
- sensibilizzare le donne abitanti nella zona circa l’utilizzo
delle strutture stesse.
Finanziamento
da parte della Comunità Europea; progetto triennale.
Sostegno
all'Ufficio Sanitario Regionale nella fornitura dei servizi sanitari
nella Zona di Gode, Regione Somala, Etiopia (Giugno 2006 –Ottobre 2008 )
L'obiettivo
generale del progetto, finanziato dalla Cooperazione Austriaca,
è di migliorare lo stato di salute della popolazione,
tramite il potenziamento dei servizi sanitari, nella Zona di
Gode. Automobili attrezzate porteranno personale infermieristico
presso i villaggi e saranno eseguite vaccinazioni, saranno distribuiti
farmaci per la terapia delle patologie più rappresentate;
queste cliniche mobili aumenteranno la copertura dei servizi
sanitari di base e ciò contribuirà a migliorare
la capacità di gestire la salute pubblica a livello di
zona e di distretto. Il progetto affronta anche il problema
delle mutilazioni genitali femminili, localmente molto praticate,
e della fornitura di servizi sanitari alle popolazioni nomadi.
Saranno anche istituiti corsi di formazione di personale soprattutto
community health workers ed ostetriche tradizionali, a cui sarà
fornito un kit di materiale sanitario.
Il progetto intende garantire il pieno coinvolgimento delle
autorità sanitarie locali passando dalla gestione diretta
dei servizi sanitari (come fatto nel progetto precedente) alla
fornitura di assistenza tecnica, logistica e finanziaria al
personale sanitario locale. La pianificazione, realizzazione,
monitoraggio e valutazione delle attività sanitarie nella
zona di intervento sarà responsabilità del personale
locale, insieme al CCM.
Progetto
di sostegno al sistema sanitario nelle zone di Filtu e Dollo
(Zona di Libaan) - Regione somala dell'Etiopia (giugno 2005-2008)
Obiettivi,
risultati attesi e strategie d'intervento sono analoghi a quelli
del progetto precedente.
Aiuto alimentare
in zone di emergenza e promozione di azioni di riabilitazione nei distretti di Kelafo e Mustahil, zona di Gode, Regione Somala (genn 2007 - genn 2008)
L’Etiopia è un paese fortemente
soggetto a drammatiche variazioni climatiche, caratterizzato, per alcune sue aree, da una cronica insicurezza alimentare.
Siccità ed alluvioni si alternano danneggiando gravemente l’agricoltura e mettendo ciclicamente a rischio la vita di milioni di individui.
Nel 2005, dopo una grave siccità il governo etiope chiese l’aiuto della comunità internazionale.
L’obiettivo generale di questo progetto, pertanto è dare una risposta alla cronica scarsezza alimentare, prevenire il progressivo esaurimento delle risorse,
intervenire a favore di gruppi famigliari particolarmente vulnerabili e, predisporre e promuovere misure di riabilitazione strutturali ed appropriate che possano
rafforzare la produttività delle popolazioni affette e diano ad esse gli strumenti per difendersi dai rischi posti dalle calamità naturali
(le alluvioni e le inondazioni che spesso seguono i lunghissimi periodi di siccità).
Per questo scopo il progetto prevede, oltre che la distribuzione di alimenti e sementi, anche la riabilitazione di argini, canali e strade.
Finanziamento
da parte della Comunità Europea; durata progetto 12 mesi.
Progetti
conclusi
ONE MEDICINE.
Ricerca operativa per l’erogazione di servizi di salute primaria alla popolazione pastorale della Regione Somala dell’Etiopia,
Zona di Liban (Ottobre 2005 – ottobre 2007)
Il progetto ha avuto come obiettivo generale
il miglioramento dello stato di salute delle popolazione di pastori nomadi delle Zona di Liban, attraverso la fornitura di servizi di salute di base a livello comunitario.
La popolazione pastorale di tale area modula la propria esistenza su un modello di vita completamente nomade, in continuo movimento alla ricerca di pascolo,
acqua e piogge. A causa di questi continui spostamenti, imprevedibili a causa dell’erraticità delle piogge ed al continuo mutamento dell’ambiente,
questo gruppo umano finisce per rimanere strutturalmente tagliato fuori dalla fornitura di qualunque servizio pensato per la popolazione stanziale.
Per poter fornire assistenza e cure ai nomadi si è perciò studiato un modello ad hoc, culturalmente e praticamente compatibile con il loro stile di vita.
Si è tentato di raggiungere tale obiettivo attraverso diverse azioni:
- il rafforzamento dei servizi diagnostici e curativi già esistenti a livello di Woreda
- l’introduzione presso di essi di servizi di salute specifici modellati sulle esigenze della popolazione pastorale,
- il rafforzamento della salute preventiva a livello comunitario,
- la formazione di Agenti di Salute Comunitari su alcuni aspetti basilari riguardanti aspetti di salute umana ed animale
(la salute dei pastori, il cui unico bene, alimento, fonte di reddito e di sussistenza sono gli animali, è indissolubilmente legata alla salute animale);
- la creazione di una rete che collegasse tali agenti di salute alle strutture sanitarie dell’area.
Finanziamento di MAE - Cooperazione Italiana e Cooperazione Austriaca.
Programma di emergenza
per le esondazioni nelle woredas di Kelafo e Mustahil che hanno danneggiato villaggi e campi coltivati
UNOCHA (Nazioni Unite) (dicembre 2006-marzo2007)
Il progetto vuole ridurre i
danni legati alle alluvioni di Agosto e Novembre causate dalle abbondanti piogge avvenute sugli
altopiani etiopi che hanno fatto straripare il fiume Webe Shebele (fiume che scorre nella regione desertica
di Gode). Le due woredas sono abitate da 170.000 persone, di cui alcune hanno perso casa, campi coltivati.
Nella zona è presente una epidemia di diarrea, e la malaria ha un picco di incidenza, oltre ai danni legati
alla maggiore diffusione di malattie ‘’maal oo dhaaf’’ tra gli animali, che per i pastori nomadi sono
l’unica fonte di sostentamento. Sono previste distribuzione di farmaci ad uso umano e veterinario,
zanzariere trattate con antizanzare , distribuzione di strumenti per ricostruzione dei campi ed utensili
per riarredare le case degli alluvionati.
Assistenza
multisettoriale alle popolazioni vittime della siccità
nella zona di Gode, Regione Somala (Luglio 2001 - Marzo 2002)
Il progetto, finanziato dalla Cooperazione Italiana, prevedeva
la distribuzione di motopompe per irrigazione e dei mezzi necessari
all'avvio di una nuova attività agricola per 29 comunità.
L'intervento ha dato una risposta immediata alla grave carenza
alimentare in corso, permettendo la produzione di un quantitativo
di cereali sufficiente a garantire un adeguato apporto calorico
per circa 24.000 persone per un anno. Inoltre, sono state gettate
le basi per aumentare l'autonomia alimentare locale riducendo
la vulnerabilità delle comunità a condizioni atmosferiche
avverse .
Sostegno
all'attività di allevamento animale nella Zona di Gode,
Regione Somala, Etiopia (finanziato dal Comune di Torino)
L'obiettivo
di questo progetto è la promozione di uno sviluppo autonomo
della popolazione dell'area , sostenibile a lungo termine; la
popolazione è seminomade e vive dei prodotti delle proprie
mandrie; nelle zone vicino ai corsi d'acqua viene svolta una modesta
attività agricola, che non riesce tuttavia a garantire
la sussistenza autonoma della popolazione.
Nella zona esiste una associazione che si occupa di formare personale
con conoscenze veterinarie, in grado di contribuire a migliorare
la salute degli animali; il CCM intende potenziare e migliorare
la qualità del servizio dell'associazione locale, consentendo
di raggiungere anche le aree più remote, dove la necessità
di assistenza veterinaria è più alta. L'identificazione
delle necessità della zona sono emerse nel corso del progetto
di sicurezza alimentare realizzato dal CCM con un finanziamento
della CE negli anni 1999-2002.
Sostegno
all' Ufficio Sanitario della Regione Somala per lo sviluppo dei
servizi sanitari a Kefalo, Mustahil e Ferfer Wereda, Regione Somala
(Luglio 1999- Settembre 2002)
L'obiettivo
del progetto era il miglioramento dello stato di salute della
popolazione locale per mezzo del potenziamento dei servizi sanitari
esistenti ed ampliamento della zona di intervento.
Al termine del progetto i pazienti erano in grado di disporre
di servizi medici di base in tutte le unità sanitarie,
i bambini e le donne incinte di regolari programmi di vaccinazione
e di servizi di cura prenatale attraverso 16 strutture mobili
che coprono 51 villaggi, e con l'aiuto delle levatrici tradizionali
la cui formazione era inserita nel progetto. Un centro nutrizionale,
aperto in risposta agli episodi di siccità verificatisi
nell'area, si è poi occupato di curare 900 bambini affetti
da malnutrizione.
Miglioramento
della situazione alimentare nella Zona di Gode, Regione Somala
(Dic. 1999- Luglio 2002)
L'obiettivo
principale di questo progetto a carattere multisettoriale, finanziato
dalla CE, era di promuovere la sicurezza alimentare e lo sviluppo
sostenibile a lungo termine delle aree dipendenti da attività
agricole. Il progetto è stato infatti realizzato in zone
dove l'insicurezza alimentare è un problema cronico o ricorrente.
La maggior parte delle azioni riguardano attività generatrici
di reddito, programmi di irrigazione, e costruzione o manutenzione
di strade che permettono la comunicazione con il resto del paese.
Queste azioni hanno permesso la diversificazione del reddito,
migliorato la situazione nutrizionale, potenziato l'accesso ai
mercati, contribuendo congiuntamente al miglioramento le condizioni
di sussistenza e di sicurezza alimentare dei beneficiari.
Supporto
al sistema sociale tradizionale dei pastori nomadi della regione
Somala dell’Etiopia. (2005-2006)
Il
progetto intende proteggere i diritti umani e sociali dei pastori
nomadi, sia favorendo il rafforzamento della coscienza di sé
e l’autostima (diritti di per sè) sia rafforzando
il processo di democratizzazione a partire dalla realtà
locale e regionale.
Identificare il modello più adatto a sostenere le mandrie
e la biodeiversità specifica della zona, tenere in considerazione
la cultura peculiare dei nomadi, sottolineare aspetti di forza
e di debolezza del modello sociale in atto sarà presupposto
indispensabile affinchè sia riconosciuta l’identità
di questo popolo.
Fino a poco tempo fa, infatti, il modello nomadico non era preso
in considerazione tra le strategie economiche di molti stati nazionali.
Solo recentemente la Costituzione Etiope ha riconosciuto i pastori
nomadi come una popolazione che richiede attenzioni e protezioni
speciali (art. 40,5- art. 41,8 e 42,1°) e deve essere considerata
come popolo a sè stante, al quale devono essere riconosciuti
i diritti di base come la salute umana ed animale, la protezione
dell’ecosistema, il mantenimento di cultura, educazione
e ruolo sociale propri. (diritti riconosciuti dalla Carta dei
Diritti umani e dei popoli africani art 20, 21, 22 e 45)
Obiettivo
del presente progetto è aiutare la popolazione nomade ad
aderire a sistemi che consentano loro di preservare i propri valori
culturali e che allo stesso tempo li aiutino nel processo di integrazione
alle regole dello stato in cui vivono.
L’intervento terrà fede ai seguenti principi:
· Utilizzare un approccio appropriato e rispettoso, con
una strategia di piccola scala (diritto alla diversità
culturale)
· Coinvolgere la comunità in processi di “capacity
building ed empowering ”
· Migliorare la sostenibilità ambientale della vita
nomade migliorando la sanità umana ed animale
· Facilitare il dialogo tra gruppi di nomadi e rappresentanti
nazionali (diritto al riconoscimento e alla registrazione individuale)
· Disegnare programmi di educazione consoni alla transumanza
pastorale, che non sradichino i bambini dal proprio ambiente e
dalle proprie tradizioni (diritto ad una educazione permanente
appropriata)
· Disegnare programmi sanitari volti essenzialmente alla
vaccinazione della popolazione infantile. Inizialmente le campagne
di vaccinazione saranno condotte parallelamente alle riunioni
di discussione sui diritti dei nomadi; la formazione di un operatore/operatrice
sanitaria per famiglia allargata, responsabile della salute umana
ed animale dell’intero gruppo, costituirà il passo
successivo.
Finanziamento
da parte della Comunità Europea, linea diritti umani. Progetto
triennale.
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