Programma Convegno 11 dicembre

Diritto alla salute: a Torino una rete per sostenere i più deboli”, il progetto nato per dare aiuto alle persone senza dimora di Torino e finanziato dal Fondo Beneficenza Intesa San Paolo, giunge a conclusione.

Ciò non significa che si concluda il nostro impegno! Proseguono infatti le attività ambulatoriali insieme a World Friends Onlus – WF e dall’esperienza di questi anni è nato  l’appuntamento di venerdì 11 dicembre.

Un incontro ricco di interventi, di scambio di  buone pratiche e occasione per definire insieme linee di indirizzo per migliorare prevenzione e risposte al fenomeno dei senza dimora e ai loro bisogni.

Le Cinque proposte concrete per rispondere all’emergenza senza dimora, durante e dopo l’emergenza COVID-19 di CCM, WF e FIO.PSD

Alla base, prima di curare rimane l’importanza di prevenire. Per evitare che persone in condizioni di marginalità, non ancora grave ma a rischio, diventino senza dimora è necessario che siano organizzate dallo Stato efficaci azioni di sostegno al reddito, e che il Terzo Settore si impegni a orientare e accompagnare nella conoscenza e nella richiesta di servizi e nell’attivazione dei sostegni esistenti a loro dedicati.

Per migliore la condizione dei senza dimora è prioritario:

  1. Tutela del DIRITTO ALL’ABITARE – secondo la classificazione Ethos ,per le persone senza dimora, per chi è in precarietà abitativa, per tutti il diritto alla casa è fondamentale – l’approccio all’housing ha dimostrato con forza la sua efficacia in occasione della pandemia: poter restare a casa durante il lockdown è stato fondamentale per salvaguardare la salute. Al di là della situazione di emergenza Coronavirus, l’orientamento alla tutela del diritto all’abitare ha la capacità di valorizzare le risorse dei senza dimora e di stimolarli verso una ritrovata autonomia e responsabilizzazione, favorendo anche un accompagnamento altamente personalizzato.

  2. Tutela della SALUTE MENTALE – le restrizioni legate al COVID19, e imposte a tutta la popolazione, sono state vissute con molta difficoltà in generale e in particolare le persone senza dimora hanno sperimentato la perdita di punti di riferimento quotidiani sia di tipo materiale che emotivo (accesso limitato ai servizi come dormitori o mense, chiusura di negozi dai quali potevano ricevere cibo o simile). Fra i senza dimora emergeva prima e si conferma oggi la necessità di dare attenzione alla cura mentale, per sostenere casi di dipendenze, di depressione e altre forme di disagio mentale che non rientrano nell’ambito della patologia psichiatrica.

  3. Dal REFFERAL ALL’INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA – l’emergenza Coronavirus ha evidenziato quanto la salute dei senza dimora venga spesso vista come qualcosa di pertinenza dei servizi ad essa dedicati più che della sanità pubblica. L’integrazione fra servizi sociali e assistenza sanitaria invece produrrebbe risposte sicuramente più efficaci, anche quando la pandemia sarà finita e la condizione sanitaria dei senza dimora non rientrerà più nel conteggio dei contagiati e nel monitoraggio globale della pandemia. Con l’importanza di agire sia verso gli utenti che con gli operatori.

  4. ALFABETIZZAZIONE DIGITALE – sostenere le persone senza dimora nell’accesso al web e nell’alfabetizzazione digitale è fondamentale in quanto moltissimi servizi sono passati dall’erogazione diretta al digitale. Avere uno smartphone e saperlo utilizzare è ormai una necessità.

  5. INCLUDERE “GLI ESCLUSI” – la pandemia ha agito in maniera multipla: da una parte il contingentamento dei servizi dedicati ha portato ad un numero maggiore di persone escluse, allo stesso tempo la messa in strada di servizi supplementari ha permesso di incontrare senza dimora che non si recavano presso mense e dormitori. Le aumentate difficoltà economiche e sociali di questo periodo invitano a mettere un alert su nuovi possibili poveri a rischio esclusione. Risulta quindi importante l’utilizzo di un approccio di prossimità per incontrare le persone in luoghi diversi dagli ambulatori, dalle mense e dai dormitori, in una modalità di azione che avvicina in maniera proattiva l’utente, raggiungendolo più che accogliendolo/aspettandolo.

Scarica le presentazioni dei relatori

Sabina Tangerini | Diritto alla salute a Torino una rete per sostenere i più deboli

Franca Vigano | Volti, storie e itinerari di cura dalla strada

Paolo Leoncini | Incontro con i pazienti in condizione di vulnerabilità

Silvia Stefani | Criticità emergenti, opportunità e sfide

Mattia Viano | Io R-ESISTO in strada, outreach socio sanitario

Daniela Raso | StraDOC e l’integrazione socio sanitaria

Paolo Narcisi |Torino Street-care

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