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NOTIZIE
BURUNDI BUJUMBURA: NUOVI SPARI NELLA NOTTE, MORTAIO COLPISCE NUNZIATURA
23/4/08 Si è tornato a sparare durante la notte nella capitale del Burundi, Bujumbura, dove le esplosioni di razzi, granate e colpi di mortaio sono risuonate poco dopo le 21 ore locali. Secondo le informazioni fornite da fonti della MISNA contattate in città, gli attacchi sembrerebbero non aver provocato conseguenze gravi e al momento non si ha notizia di vittime o feriti. “Non si è trattato certo di un attacco pesante come quello dei giorni scorsi (quando oltre una ventina di persone erano rimaste uccise, ndr) ma è comunque bastato a far salire nuovamente la paura tra la gente” dice una fonte locale. Uno dei circa 10 colpi di mortaio sparati ha colpito un’ala dell’edificio che ospita la Nunziatura Apostolica, la rappresentanza diplomatica della Santa Sede, in città. Fonti locali della MISNA fanno sapere che l’obice ha centrato una sorta di dependance, nei giardini della nunziatura, nella quale si trovano gli uffici e le camere del personale (fortunatamente vuote), provocando gravi danni alle strutture ma nessun ferito. Dalle informazioni in circolazione, sembra certa la natura accidentale del colpo caduto sulla rappresentanza vaticana. L’esercito burundese ha accusato degli spari della notte i ribelli delle Forze di liberazione nazionali (Fnl), responsabili di altre due azioni simili nelle ultime tre settimane. Dopo le violenze della scorsa settimana, proseguite fino a lunedì, esercito e ribelli sembravano aver raggiunto una tregua a riallacciato il filo del negoziato, in stallo da anni nonostante gli sforzi della comunità internazionale di trovare un’intesa. [MZ]
(MISNA)
BURUNDI TORNATA LA CALMA, I RIBELLI FANNO RICHIESTE
22/4/08 È tornata la calma nella provincia di Bubanza, a nord di Bujumbura, dove le attività quotidiane sono timidamente riprese all’indomani di scontri tra militari e ribelli delle Forze nazionali di liberazione (Fnl). Secondo emittenti locali, gli alunni sono potuti tornare a scuola ma molti contadini non hanno osato andare nei campi, per timore di incontrare uomini armati; il governatore locale ha annunciato che la strada che collega Bujumbura a Cibitoke, attraverso la Bubanza, è stata riaperta alla circolazione. Secondo l’ufficio di coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha) i recenti scontri – con un bilancio ufficiale di 33 morti da giovedì notte – hanno innalzato il livello di insicurezza in diverse aree del paese. In un comunicato diffuso da Dar es Salaam (Tanzania), il portavoce delle Fnl Pasteur Habimana ha chiesto al governo di far rientrare le forze armate nelle caserme, di dare un rifornimento agli uomini del movimento ribelle, di rilanciare immediatamente i negoziati di pace e di allargare l’iniziativa regionale per la pace in Burundi agli 11 paesi membri della Comunità degli stati dell’Africa centrale (Ceac). “Il Palipehutu-Fnl ha ricevuto messaggi chiedendo di ritirare i suoi uomini dalla capitale: è stato accettato ed eseguito. Simile domanda non sembra essere stata rivolta al governo perché il nostro ritiro ha dato l’occasione all’esercito di attaccare varie nostre posizioni e dare la caccia alla popolazione civile” ha sostenuto Habimana, aggiungendo che le truppe governative starebbero preparando offensive nella provincia di Bujumbura Rural, che circonda la capitale.
(MISNA)
INTERNAZIONALE ETIOPIA ROMPE RELAZIONI DIPLOMATICHE CON IL QATAR
21/4/08 L’Etiopia ha rotto le relazioni diplomatiche con il Qatar accusandolo di voler “destabilizzare il Corno d’Africa”. Lo annuncia un comunicato diffuso poco fa dal ministero degli Esteri di Addis Abeba che precisa come questa decisione sia frutto di “un lungo esame delle attività di destabilizzazione messe in atto dal Qatar nel Corno d’Africa e in particolare del suo comportamento ostile nei confronti dell’Etiopia”. L’emirato arabo sarebbe divenuto “una fonte di instabilità – sottolinea il documento – e un punto di riferimento diretto e indiretto per le organizzazione terroristiche operanti in Somalia e in altre regioni”. Fonti diplomatiche contattate dalla MISNA nella regione hanno detto che presumibilmente la spiegazione della vicenda “va ricercata nel fatto che il Qatar è accusato da Addis Abeba di appoggiare l'Eritrea, con cui, dopo due sanguinosi anni di guerra, si trascina ancora un lungo contenzioso sui territori di confine”. Non bisogna dimenticare, ha sottolineato la stessa fonte “che il primo congresso dei movimenti dell’opposizione somala si è tenuto lo scorso settembre ad Asmara, sede anche di numerosi esponenti della diaspora, delle deposte Corti Islamiche - al potere per alcuni mesi nel 2006 a Mogadiscio e nel sud della Somalia - e di oppositori del regime somalo in esilio”. L’esercito etiopico è dispiegato da mesi sul territorio somalo in sostegno del governo di transizione (Tfg), mentre l’Eritrea – che respinge ogni addebito - è accusata da Addis Abeba di fiancheggiare l’insurrezione dei gruppi armati anti-governativi attivi nel paese.
[AdL]
(MISNA)
BURUNDI CONTINUANO GLI SCONTRI : NUOVO BILANCIO, CIVILI IN FUGA
21/4/08 Almeno sei ribelli e un soldato sarebbero stati uccisi e cinque civili feriti negli scontri registrati stamani a una ventina di chilometri a nord della capitale Bujumbura, in provincia di Bubanza, tra militari regolari e ribelli delle Forze nazionali di liberazione (Fnl), ultimo gruppo armato ancora attivo nel paese. Lo hanno riferito fonti militari, mentre altri testimoni sostengono di aver visto i cadaveri di quattro militari uccisi negli scontri avvenuti a Gihanga. Secondo il responsabile amministrativo del comune, i cui negozi, uffici e scuole sono rimasti chiusi, i combattimenti avrebbero anche costretto alla fuga un migliaio di persone. Sarebbe stato l’esercito ad aver attaccato stamani un gruppo delle Fnl, artefici nel fine settimana di un offensiva in grande stile contro obiettivi militari nella capitale e altrove, con un bilancio ufficiale di 26 morti tra ribelli e soldati, esclusi quelli odierni.
[CC]
(MISNA)
SUDAN TRA DUBBI E RECRIMINAZIONI COMINCIA UN CENSIMENTO DECISIVO
22/4/08 Comincia oggi il censimento in Sudan, un momento importante per tutta la nazione e un passaggio chiave dell’accordo di pace del 2005 tra nord e Sud, ma in molti temono che l’esito porti nuovi contrasti tra il governo centrale di Khartoum e lo Splm (Sudan people’s liberation movement) che governa le regioni meridionali. Dopo due rinvii, lo Splm ha accettato con riluttanza di iniziare oggi la registrazione dei cittadini, che deve concludersi il 6 maggio e i cui obiettivi, secondo il negoziato che pose fine a una guerra civile ventennale, sono anche quelli di stabilire i parametri per la spartizione delle risorse tra nord e Sud, oltre ad essere una condizione indispensabile per le elezioni nazionali dell'anno prossimo e al successivo referendum sull’indipendenza del Sud Sudan. Ma il governo del Sud ha già annunciato che non riterrà vincolanti né incontestabili i dati del censimento, non essendo stati risolt problemi fondamentali per definire il quadro demografico; in particolare, il rientro di quasi due milioni di sudanesi del Sud che ancora vivono nel Nord e la mancata delimitazione della frontiera tra le due aree del paese. Lo Splm ha inoltre contestato la decisione del governo centrale di non inserire nel questionario demografico domande riguardanti l’etnia e la religione. Anche il conflitto in corso nella provincia occidentale del Darfur offre ad alcuni motivo di credere che i risultati non daranno una visione reale della composizione della popolazione sudanese, poiché centinaia di migliaia di persone sono state costrette a fuggire in altre parti del paese o oltrefrontiera. L’ultima rilevazione demografica in Sudan risale al 1993; secondo le stime più recenti delle Nazioni Unite la popolazione ammonterebbe a 37,8 milioni di abitanti.
(MISNA)
SOMALIA CALMA TESA A MOGADISCIO, ANCORA INCERTI BILANCI ULTIME VIOLENZE
22/4/08 “Oggi la situazione sembra essere più calma, ma abbiamo passato due giorni d’inferno”: così una fonte medica ha descritto alla MISNA l’atmosfera di Mogadiscio dove nelle ultime 72 ore violenti scontri tra soldati etiopici e gruppi antigovernativi hanno causato morti e feriti, con bilanci che oscillano tra le 80 e le oltre 100 vittime. “Da ieri sera, nell’ospedale Medina due persone sono morte in seguito alle ferite riportate negli scontri, una donna e un bambino di 12 anni – ha aggiunto la stessa fonte – ma ci sono ancora ricoverati in condizioni gravissime”. Per le strade della capitale, questa mattina, non ci sarebbero combattimenti “ma uscire, in alcune zone, è ancora pericoloso. Per questo molti non si azzardano a seppellire i loro morti e guardano dalle finestre i corpi dei propri cari riversi sull’asfalto, senza avere il coraggio di avvicinarsi”. Anche alcuni dipendenti della struttura Villaggio dei bambini, collegata all’ospedale materno-pediatrico ‘Sos Kinderdorf’sarebbero rimasti feriti nelle violenze. Lo conferma un comunicato diffuso dalla struttura, precisando tuttavia che gli infermieri e i collaboratori ricoverati saranno dimessi oggi. Il conflitto ha subito un inasprimento tra sabato e domenica scorsi, che ha sollevato la preoccupazione della comunità internazionale. Il Segretario Generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha esortato le parti “a evitare l’uso sproporzionato e indiscriminato della forza, che mette a rischio la vita dei civili, in modo particolare nelle aree densamente abitate” ricordando che “colpire civili disarmati costituisce una violazione delle leggi internazionali”. Secondo il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Somalia, Ahmedou Ould Abdallah, “è inaccettabile che queste violenze esplodano nel momento in cui il governo di transizione (Tfg) e l’Alleanza dei movimenti per la Liberazione della Somalia si sono ufficialmente impegnati a discutere di pace e riconciliazione”. Violente critiche, sulla stampa locale, sono state indirizzate alle truppe etiopiche, dispiegate nel paese da mesi per sostenere il governo di Nur Hassan Hussein, e accusate di un eccidio avvenuto domenica nella moschea di Hidaya, nel distretto di Huriwa a Mogadiscio. “La prima persona che hanno ucciso è stato l’imam, che gli aveva aperto le porte – hanno raccontato alcuni testimoni – poi hanno ucciso alcuni fedeli e minacciato gli altri di morte se in futuro fossero tornati alla moschea, che secondo loro era un centro di reclutamento per i miliziani”. I combattimenti degli ultimi giorni avrebbero provocato anche nuovi esodi di massa di cittadini dalla capitale: “Alcuni degli sfollati arrivati nei campi alle porte di Mogadiscio sono abitanti che hanno deciso di lasciare la città per timore degli scontri – ha spiegato Asha Sahur, esponente della società civile – ma altri sono profughi di ritorno. Persone che avevano lasciato il campo per tornare a casa ma sono stati costretti a fuggire di nuovo”.[AdL]
(MISNA)
ETIOPIA ELEZIONI: SECONDA GIORNATA DI VOTO SENZA LE OPPOSIZIONI
21/4/08 Si è svolto ieri in Etiopia il secondo turno delle elezioni locali per i consigli municipali e federali, una settimana dopo il primo a cui avrebbe partecipato, secondo i dati ufficiali, il 95 per cento degli aventi diritto. Le operazioni di voto sono avvenute tra imponenti misure di sicurezza dopo l'esplosione simultanea il 14 aprile, 24 ore dopo la prima giornata elettorale, di due bombe in altrettante stazioni di benzina di Addis Abeba che hanno causato la morte di 3 persone e il ferimento di altre 18. Ieri, secondo fonti della polizia federale, le operazioni di voto si sono svolte pacificamente grazie alla stretta collaborazione delle autorità federali con le polizie regionali e la commissione elettorale. Anche in questo appuntamento è prevista la netta vittoria del Fronte rivoluzionario democratico del popolo etiopico (Eprdf) del primo ministro Melles Zenawi, al potere dal 1991, in seguito al boicottaggio dei principali partiti di opposizione. La Coalizione per l'unità e la democrazia (Cud) e le Forze democratiche unite etiopiche (Uedf) avevano scelto di ritirare i propri candidati al primo turno elettorale, mentre il Movimento federalista democratico Oromo (Ofdm) ha annunciato venerdì scorso il proprio abbandono, dopo aver accusato il partito al governo di minacciare i suoi militanti. [CO]
(MISNA)
SOMALIA 20/4/08 MOGADISCIO: DECINE I MORTI PER SCONTRI
19/4/2008 Sarebbero oltre 80 i morti e 119 i feriti provocati dai combattimenti che da ieri infuriano a Mogadiscio, i più gravi da mesi, che hanno coinvolto un alto numero di civili: lo ha riferito alla ‘Reuters’ Sudan Ali Ahmed, presidente della ‘Elman peace and human rights’, una delle prime e più stimate organizzazioni umanitarie nate in Somalia dopo il crollo del regime di Siad Barre nel 1991, basandosi su bilanci forniti da fonti ospedaliere e organizzazioni non governative della capitale. “Condanniamo i combattimenti persistenti e l’uso di artiglieria, ma anche i gruppi di opposizione che operano tra i civili e li usano come scudi umani” ha aggiunto Ahmed. Gli scontri più violenti avrebbero interessato il nord della città: ripresi la notte scorsa, i combattimenti si sarebbero concentrati stamani nell’area attorno all’ospedale ‘Save Our Souls’ (Sos); secondo testimoni la gente non avrebbe ritirato i cadaveri dalle strade perché l’intero settore sarebbe sotto assedio delle truppe etiopi. Intanto il primo ministro Nour Hassan Hussein si è detto “addolorato per le vittime civili” rivendicando tuttavia il diritto alla difesa da parte delle forze somale e degli alleati etiopi. [FB]
(MISNA)
MONDO 19/4/08 COOPERAZIONE NORD-SUD: UNA MURAGLIA VERDE CON L'AIUTO DELL’EUROPA
19/4/2008 “E’ tempo di combattere la desertificazione come una delle cause principali di povertà e sottosviluppo”: lo ha detto Mohamed H’midouche, rappresentante della Banca di sviluppo africana, al termine della conferenza sulla ‘Grande muraglia verde’ a Saly portudad (Senegal). “Non si può pensare di risolvere i problemi regionali attaccandone i sintomi, come le carestie e l’esodo rurale, senza andare al cuore del problema che è la mancanza di un’adeguata gestione delle risorse idriche” ha aggiunto H’midouche davanti a una platea di ministri di 11 paesi (Senegal, Mauritania, Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria, Ciad, Sudan, Etiopia, Eritrea e Gibuti), che aderiscono al progetto contrastare la desertificazione. Uno studio di fattibilità sulla ‘muraglia’, che correrà da un estremo all’altro del continente africano, da Dakar a Djibouti, e sarà popolata di specie animali e vegetali che contribuiranno a salvaguardare la biodiversità dei territori percorsi, sarà finanziato dall’Unione Europea. L’annuncio è stato fatto dal presidente senegalese Abdoulaye Wade che ha auspicato l’inizio dei lavori nella seconda metà del 2009, rivelando inoltre l’intenzione di creare un’agenzia panafricana per le ’Grandi opere dell’Ambiente’ composta da un comitato scientifico, una commissione pilota e una direzione amministrativa. Alla conferenza hanno partecipato le agenzie delle Nazioni Unite, rappresentanti dell’Unione Europea, la Banca di sviluppo islamica e numerose organizzazioni regionali.
[CO]
(MISNA)
BURUNDI 19/4/08 BUJUMBURA: NUOVI ATTACCHI, SALE BILANCIO
19/4/2008 Combattimenti sarebbero ancora in corso in alcune zone di Bujumbura, dove la notte scorsa sono stati segnalati nuovi attacchi contro obiettivi militari attribuiti ai ribelli delle Forze di liberazione nazionale (Fnl): secondo un portavoce dell’esercito verso le 20:30 locali scontri si sarebbero verificati nella zona di Kamesa, a sud della capitale, ma non è chiaro se ci siano state vittime. Intanto fonti militari hanno aggiornato al rialzo il bilancio complessivo dell’offensiva lanciata giovedì sera dalle Fnl che avrebbe registrato finora 26 vittime, 20 ribelli e sei soldati: per l’emittente privata ‘Radio Isanganiro’, dieci combattenti e due militari sarebbero stati uccisi ieri nella zona di Gihanga, pochi chilometri a nord di Bujumbura; dieci ribelli e quattro soldati sarebbero morti invece nel primo attacco di giovedì. I bilanci restano comunque per il momento difficili da verificare attraverso fonti indipendenti: secondo fonti amministrative citate dalla Lega Iteka, stimata associazione locale per la difesa dei diritti umani, anche due civili sarebbero rimasti uccisi. [FB]
(MISNA)
GUATEMALA 19/4/08 PENA DI MORTE: L'EUROPA PLAUDE ALLA DECISIONE DEL PRESIDENTE COLOM
19/4/2008 Un passo “molto positivo”: così l’Unione Europea (UE) ha accolto la decisione del presidente Álvaro Colom di porre il veto su una legge che, ripristinando il ricorso alla grazia presidenziale per i condannati a morte, indirettamente renderebbe in realtà di nuovo applicabile la pena capitale, sospesa dal 2000 per un 'vuoto legale' divenuto in pratica una sorta di "moratoria". L’UE si è detta “compiaciuta” della scelta di Colom e ha auspicato che ora il parlamento unicamerale, che aveva già approvato la normativa con 140 voti a favore su 158 deputati, non si avvalga della maggioranza dei due terzi per modificare la decisione di Colom. “Il Guatemala non si può isolare dal resto del mondo, non può essere l’eccezione” ha detto Colom motivando la sua decisione anche in relazione alla moratoria internazionale approvata nel dicembre scorso dall’Assemblea generale dell'Onu, con il voto favorevole del suo paese. Colom ha spiegato che la legge viola tra l’altro l’articolo 2 della Costituzione, concedendo appena 30 giorni di tempo al presidente per esprimersi sulle richieste di grazia e includendo anche la figura giuridica del ‘tacito diniego ’ in caso si una sua mancata decisione; la Convenzione americana dei diritti umani, ratificata dal Guatemala nel 1978, stabilisce inoltre che le condanne non possono essere eseguite mentre resta pendente un ricorso di grazia.
[CO]
(MISNA)
AFRICA 19/4/08 DAL LESOTHO, UNA STORIA DAVVERO ESEMPLARE
19/4/2008 David Damani ha 39 anni, da tre ha scoperto di essere sieropositivo e, in questo piccolo e povero stato-enclave del Sudafrica, ottenere un impiego di giardiniere è stata la sua maggiore conquista anche per combattere il virus: “Devo mantenermi forte e in salute – dice - e per essere forte devo mangiare cibo sano; l’unico modo per poter mangiare è guadagnare dei soldi. Grazie a questo lavoro per la prima volta in tre anni posso essere fiero di me stesso” . Il timore di essere escluso dalla società e di essere “bollato” è una delle paure più grandi di David, comuni alla maggior parte delle persone che si scoprono sieropositive. A loro sono rivolti gli sforzi della ‘Positive Professional’, un’associazione che, fondata da Matseliso Lebakae, aiuta gratuitamente a trovare un lavoro le persone colpite dalla sindrome da immunodeficienza acquisita (sida/aids. Nei primi due mesi di attività, da ottobre a dicembre 2007, è riuscita a collocare circa 20 persone, una cifra incoraggiante se si pensa che in Lesotho il tasso di disoccupazione è vicino al 45%. Fuori dalla sede dell’associazione, ai lati dell’entrata, due panche ospitano 35 moduli rosa compilati da donne e 50 moduli blu compilati da uomini: sono impiegati di banca, giornalisti, infermieri, meccanici, informatici. Molti di loro assumono medicine antivirali la cui efficacia, a volte, è compromessa da uno stile di vita e un’alimentazione poco adeguata. “Molte persone- sottolinea la Lebakae - vengono da me perché hanno voglia di lavorare; crediamo che anche le persone sieropositive possano dare il loro contributo alla società; preferiamo dar loro un lavoro piuttosto che farli sopravvivere con l’elemosina”. Sebbene alcune aziende continuino a discriminare i sieropositivi, altre sono più disponibili a offrire un aiuto: come Markaret Ssendija che, grazie alla Positive Professional, ha potuto assumere una collaboratrice domestica e dopo una settimana è “molto felice” della sua nuova dipendente.
[CO]
(MISNA)
SOMALIA
SITUAZIONE UMANITARIA: OLTRE A INSICUREZZA E SICCITÀ , IL CAROVITA
14/4/2008 La crisi umanitaria in Somalia sta peggiorando a un ritmo più veloce di quanto previsto: lo sostiene l’ufficio per il coordinamento degli Affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) per la Somalia, precisando che dopo l’insicurezza e un’eccezionale stagione secca nelle ultime settimane a pesare sulla vita dei somali ci si è messo anche il carovita e l’aumento dei beni alimentari di base. Secondo gli ultimi resoconti delle agenzie umanitarie sul posto, il numero di somali che vivono in uno “stato d’emergenza umanitaria” è salito in poche settimane da 315.000 a 425.000, mentre i “nuovi sfollati” sono passati da 700.000 a 745.000. In totale l’Onu stima che quasi 2 milioni di persone abbiano bisogno d’assistenza nel paese. Tra le cause di questo rapido peggioramento figurano “l’eccezionale” stagione secca registrata dal paese tra gennaio e marzo con temperature più alte delle media a “inusuali” venti caldi, ma anche “il drammatico aumento del prezzi del cibo nell’ultimo anno”. “I prezzi del mais e del sorgo prodotto localmente – si legge nel rapporto Onu – sono aumentati del 300-400%, mentre il cibo importato, come riso e olio vegetale, è salito del 150%. Il tutto mentre lo scellino somalo si è deprezzato del 65%”. [MZ
(MISNA)
SUDAN
RINVIO CENSIMENTO: TROVATO ACCORDO
14/4/2008 Sembra risolta sul nascere la controversia sorta tra governo di Khartoum e del Sud Sudan sul censimento, dopo l’incontro urgente tra il presidente sudanese Omar Hassan al-Bashir e il primo vice presidente Salva Kiir e capo del Sud Sudan, che hanno concordato di svolgere la registrazione demografica in tutto il paese il 22 aprile. Ieri il Splm (Sudan people’s liberation movement) che guida il paese nel sud aveva annunciato la posticipazione a fine anno del censimento, che avrebbe dovuto cominciare domani. La decisione ha sollevato l’immediata reazione del partito di governo del Sudan, il National Congress Party (Ncp), che la riteneva ingiustificata. Al-Bashir e Kiir si sono incontrati nelle serata di ieri e le consultazioni sono continuate nella notte fino alla comunicazione questa mattina del rinvio di una sola settimana, reso noto da fonti di stampa ed esponenti del Splm. Il censimento fa parte degli accordi di pace ed è un passaggio chiave in vista delle elezioni del 2009 e del successivo referendum per l’indipendenza del Sud Sudan.
(MISNA)
GUATEMALA
CAROVITA: CARDINALE QUEZADA, "NECESSARIO IMPEDIRE STALLO SOCIALE"
14/4/2008 “È necessario che tutti i settori della società mostrino la volontà di cambiare la situazione per evitare gravi conseguenze” ha detto il cardinale Rodolfo Quezada Toruño, primate della Chiesa del Guatemala, riferendosi all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei combustibili che anche nel paese più popoloso dell’America Centrale stanno aggravando le condizioni di povertà in cui già versa oltre il 60% dei 12 milioni di abitanti. “I prezzi salgono ma gli stipendi restano stabili: senza una soluzione immediata possiamo arrivare ad uno stallo sociale” ha avvertito il porporato parlando ieri ai giornalisti dopo la messa di mezzogiorno nella Cattedrale metropolitana di Città del Guatemala. Ieri in serata il presidente Alvaro Colom ha anticipato la messa a punto di un piano d’emergenza, affermando che “le mancanze dei governi precedenti nel prevedere una crisi simile ci hanno reso vulnerabili”. Colom ha annunciato la creazione di un “fondo di solidarietà” in cui il governo investirà un miliardo e mezzo di quetzales (circa 122 milioni di euro) per lo sviluppo agricolo e l’assistenza alle famiglie più disagiate; la pubblica amministrazione, ha promesso il presidente, ridurrà da parte sua l’uso di combustibili ed energia elettrica. Già nei giorni scorsi Colom aveva ottenuto da due dei principali distributori di gas, usato per cucinare nella maggior parte delle case del paese, l’impegno a mantenere ‘congelate’ le tariffe fino alla fine dell’anno.
[FB]
(MISNA)
KENIA
TORNANO IN AZIONE I MUNGIKI, VITTIME A NAIROBI E NEL CENTRO DEL PAESE
14/4/2008 Almeno nove persone sarebbero morte in nuove tensioni tra polizia e adepti della setta dei ‘mungiki’. Lo hanno riferito oggi fonti della polizia alla stampa internazionale, precisando che sei presunti ‘mungiki’ sono stati uccisi tra ieri e oggi dalle forze di sicurezza, mentre tre persone sarebbero rimaste vittima delle violenze della setta. Gli episodi sono avvenuti nei dintorni di Nairobi e nella provincia Centrale. A riaccendere le tensioni avrebbe contribuito la morte della moglie di Maina Njenga, capo dei mungiki. Ieri due ex-deputati hanno accusato la polizia dell’uccisione della donna, chiedendo al governo di far luce sull’omicidio di Virginia Nyakio. Il cadavere della signora Nyakio e del suo autista erano stati ritrovati mercoledì scorso nella foresta di Gakoe, il giorno dopo che i due erano stati prelevati dal quartiere occidentale di Nairobi, probabilmente da esponenti delle forze di sicurezza. Nel 2007 un’ondata di violenze scatenate dai ‘mungiki’, che ha provocato la morte di una cinquantina di persone, ha causato la reazione della polizia, che ha lanciato una massiccia operazione contro la setta nella quale sarebbero rimasti uccisi “centinaia”, cifre certe non sono mai state raccolte, di presunti adepti e arrestati migliaia. La nascita della setta dei Mungiki (che in lingua kikuyu vuol dire ‘moltitudine’) pare risalire agli Anni ’80: si tratta di un movimento autoctono, di religione tradizionale e anticoloniale tanto che afferma di avere legami storici con il movimento indipendentista dei Mau Mau. Bandita dal 2002, la setta è composta perlopiù da giovani disoccupati della comunità kikuyu, principale etnia del paese: ne conterebbe alcune migliaia, mentre i vertici rivendicano 4 milioni di adepti. Nato come movimento tradizionale, col passare degli anni i Mungiki sono andati sempre più delineandosi come una vera organizzazioni criminale legandosi con la malavita delle baraccopoli che costellano la capitale keniana.[MZ]
(MISNA)
ETIOPIA
AL VOTO PER LE ELEZIONI LOCALI SENZA L’OPPOSIZIONE
14/4/2008 Si sono svolte ieri le elezioni locali per i consigli municipali e federali in Etiopia, nel primo appuntamento con le urne dopo le legislative del 2005, quando le tensioni tra l’opposizione e il governo costarono la vita a quasi 200 persone e il fermo di un numero mai chiarito di esponenti della minoranza, in alcuni casi ancora in carcere. Oltre 30 milioni di aventi diritto sono stati chiamati a scegliere i quasi tre milioni e mezzo di candidati presentatisi per ricoprire un numero di incarichi altrettanto elevato. Dopo il boicottaggio deciso nei mesi scorsi dal principale partito d’opposizione, Coalizione per l’unità e la democrazia (Cud), giovedì scorso anche le Forze democratiche unite etiopiche (Uedf) avevano scelto di ritirare dalla contesa i circa 20.000 candidati presentati, accusando il governo e la commissione elettorale di ostruzionismo. Accuse già respinte dalla Commissione elettorale che ha definito l’Uedf “irresponsabile”, ma che di fatto hanno consentito al partito di governo del primo ministro Melles Zenawi, il Fronte rivoluzionario democratico del popolo etiopico (Eprdf), di concorrere da solo nella maggioranza delle circoscrizioni. [MZ]
(MISNA)
AFRICA
MIGRANTI: GOLFO DI ADEN, CONTINUA "L'ECATOMBE"
14/4/2008 Più di venti migranti somali sono affogati ieri nel golfo di Aden - e un'altra dozzina risulta dispersa - dopo che i trafficanti a cui si erno affidati hanno ordinato loro di gettarsi in acqua; lo hanno riferito fonti ufficiali yemenite. Le vittime, con un altro centinaio di persone, erano a bordo di un battello al largo delle coste dello Yemen quando l’equipaggio li ha obbligati tutti a gettarsi in acqua per raggiungere la riva a nuoto, temendo di incappare nelle forze di sicurezza. La guardia costiera è riuscita a trarre in salvo alcuni sulle sue barche; mentre chi sapeva nuotare ha raggiunto la costa, altri hanno perso la vita. Altri 53 somali erano morti annegati in un incidente simile pochi giorni fa. Con l’ultimo tragico episodio, dall’inizio dell’anno almeno 259 migranti, soprattutto somali ma anche etiopici, sono morti nelle acque antistanti lo Yemen e 214 risultano dispersi; l'anno scorso le vittime della traversata furono circa 1400 e l'Alto commissario dell'Onu per i rifugiati (Acnur/Unhcr)calcola che più di 28.000 raggiunse invece lo Yemen. Nei giorni scorsi il console somalo ad Aden Hussein Hajji ha definito quella in corso “un’ecatombe di migranti”, chiedendo all’Onu di intervenire per trovare una soluzione.
[BF]
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