Il paese ha conosciuto, in particolare dall'indipendenza ottenuta
il 1° luglio 1962, scontri fra le due principali etnie Tutzi
e Hutu. Tali scontri raggiungono uno dei momenti più
aspri nella crisi del 1972: in seguito ad un attacco di ribelli
Hutu contro militari Tutzi nel Sud del paese, inizia una dura
repressione che fa migliaia di morti fra gli Hutu.
Il
1° Novembre 1976 il colonnello Tutzi J.B. Bagaza con un
colpo di stato prende il potere che deterrà per 10 anni.
Dopo un primo periodo di tentativo di riconciliazione nazionale,
il regime di Bagaza si caratterizza per una sistematica restrizione
delle libertà e di esclusione dal potere e dalla amministrazione
in particolare per la gente di etnia Hutu. Il colpo di stato
del settembre 1987 da parte del colonnello Tutzi Pierre Buyoya
è accolto così come una liberazione: un primo
ministro Hutu è nominato alla testa di un governo etnicamente
paritario. Viene approvata con referendum una nuova costituzione
che prevede il pluripartitismo e l'elezione diretta del presidente
della repubblica da parte del popolo.
L'elezione,
nel giugno 1993, di un presidente Hutu, Melchior NDADAYE, e
di un parlamento dominato dal Frodebu (partito fortemente rappresentativo
degli Hutu) costituisce il coronamento di questo processo democratico
che costituisce un esempio per tutta l'Africa. Buyoya accetta
il risultato di queste elezioni che lo estromettono dal governo
del paese.
Cento giorni dopo la sua elezione Ndadaye viene assassinato
assieme a quattro suoi collaboratori in un tentativo di colpo
di stato effettuato per mano di alcuni militari, che però,
godendo di scarso sostegno, sono costretti ad arrendersi. Ma
l'irreparabile è stato commesso e nel centro e nel nord
del paese inizia la reazione degli Hutu che si esprime in atti
di genocidio verso la popolazione Tutzi. Altrettanto violenta,
la reazione dei militari Tutzi (le forze armate Burundesi sono
a forte prevalenza di etnia Tutzi) non si fa attendere. Si calcolano
100.000 morti in pochi giorni.
I
partiti politici iniziano dei negoziati per porre fine al vuoto
politico nominando presidente un Hutu, Cyprien Ntaryamira che
purtroppo muore in un incidente aereo nell'aprile '94.
Viene nominato al suo posto un altro Hutu, Sylvester Ntibantunganya,
e primo ministro Antoine NDUWAYO, un Tutzi. Tutte le cariche
di governo sono divise fra rappresentanti Hutu e Tutzi. Ma gli
estremisti di entrambe le fazioni non accettano questa soluzione.
Leonard NYANGOMA, ministro dell'interno fonda un movimento armato,
il CNDD, che combatte contro il governo. Le ferite subite dal
paese non mettono fine alle continue uccisioni sia da una parte
che dall'altra.
Di
fronte all'incapacità del governo di affrontare la situazione,
il 25 luglio 1996 Buyoya riprende con la forza il potere promettendo
di riportare il paese alla pace, ma i paesi limitrofi impongono
un embargo creando grosse difficoltà alla popolazione.
Iniziano
in Tanzania lunghe trattative fra gli esponenti di tutti i partiti
presiedute da Nelson Mandela che si concludono (fine agosto1999)
con l'accettazione di un governo di transizione della durata
di 3 anni. Nel dicembre 2002, il governo del Burundi accetta
un cessate il fuoco, sottoscritto questa volta anche dal Consiglio
Nazionale per la difesa della democrazia e da Forza per la difesa
della democrazia, uno dei principali gruppi d'opposizione. Dopo
un primo momento di tregua, però, gli scontri sono ripresi.
Nel
2004 in Consiglio di Sicurezza ONU decide l'invio di una missione
di caschi blu. Nel marzo 2005 con un referendum è stata
approvata la nuova Costituzione.